La Commissione Europea sta monitorando attentamente la situazione dopo che la Francia ha notificato il primo caso umano di virus Shamonda, rilevato in un paziente gravemente immunocompromesso. Secondo la portavoce dell’esecutivo Ue per la Salute, Eva Hrncirova, al momento non è noto se l’infezione abbia contribuito al decesso del paziente.
L’Ue è in stretto contatto con l’ECDC, l’EFSA e le autorità nazionali competenti per valutare le potenziali implicazioni per la salute umana e animale. È stato inoltre attivato il Laboratorio di riferimento dell’Ue per la salute pubblica (EURL), pronto a fornire supporto con analisi di laboratorio agli Stati membri qualora necessario.
Il virus Shamonda era stato rilevato per la prima volta nel bestiame in Europa nell’estate del 2026 ed è associato a due varianti principali, Shamonda virus Europe 1 (Shav-Eu1) e Shamonda virus Europe 2 (Shav-Eu2). Sebbene il virus colpisca prevalentemente il bestiame, non è ancora chiaro come sia avvenuta la trasmissione al singolo paziente umano; le autorità francesi ritengono più probabile la trasmissione tramite culicoidi (piccoli insetti ematofagi) e stanno conducendo indagini con il supporto delle agenzie dell’Unione Europea.