Il Comitato norvegese per il Nobel ha conferito il Premio Nobel per la Pace 2026 a Navanethem “Navi” Pillay, giurista sudafricana di origine tamil-indiana, in riconoscimento del suo lungo impegno nella difesa dei principi universali del diritto, nella protezione dei diritti umani e nella lotta alle discriminazioni.
«Il Premio Nobel per la Pace 2026 va a una persona che, con eccezionale coraggio e integrità, ha contribuito a costruire un ordine giuridico globale più solido. La vincitrice di quest’anno ha svolto un ruolo centrale nel garantire che crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidi vengano perseguiti», recita la motivazione dell’assegnazione.
ULTIM’ORA: il Comitato norvegese per il Nobel ha deciso di assegnare il Premio Nobel per la Pace 2026 a Navanethem «Navi» Pillay per il suo lavoro a favore della pace e del diritto internazionale. #NobelPrize https://t.co/97vurspw6z
— The Nobel Prize (@NobelPrize) 9 ottobre 2026
Nella motivazione si sottolinea inoltre che, nel corso della sua carriera, Pillay ha mantenuto una salda bussola morale e una costante adesione ai principi fondamentali della giustizia, contribuendo a rafforzare l’efficacia del diritto internazionale.
Il Comitato del Nobel ha comunicato di non essere riuscito a contattare Navanethem “Navi” Pillay, alla quale è stato assegnato il premio. «Se vede un numero norvegese, per favore risponda», ha dichiarato il presidente del Comitato per il Nobel per la Pace, Jørgen Watne Frydnes, riferisce il Guardian.
Chi è Navi Pillay: la carriera
Nata a Durban nel 1941, durante il regime dell’apartheid, Pillay è oggi giudice nel procedimento della Corte penale internazionale che vede il Myanmar accusato di genocidio. La sua attività si inserisce in una lunga carriera dedicata alla giustizia internazionale e alla tutela dei diritti umani.
Avvocata e pioniera del diritto, ha difeso persone discriminate e promosso l’uguaglianza davanti alla legge: tra i primi incarichi vi è la difesa di Nelson Mandela e di altri oppositori dell’apartheid. Questa esperienza ha segnato il suo successivo percorso nelle istituzioni giudiziarie nazionali e internazionali.
Pillay ha ricoperto incarichi di rilievo in importanti organi giudiziari e nelle Nazioni Unite: è stata la prima donna nera a diventare giudice dell’Alta Corte sudafricana, ha operato al Tribunale penale internazionale per il Ruanda, di cui è stata presidente, ed è stata Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani dal 2008 al 2014.
Fino a tempi recenti ha presieduto la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati e su Israele, incaricata di esaminare possibili violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. È stata inoltre giudice “ad hoc” della Corte internazionale di giustizia nel procedimento promosso dal Gambia contro il Myanmar per presunte violazioni della Convenzione sul genocidio relative alle persecuzioni della minoranza rohingya.
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