«Desidero assicurarvi, Signor Presidente, Signore e Signori, che la Francia è spesso presente nelle mie preghiere; non dimentico le mie radici familiari normanne e bearnesi». Con queste parole Papa Leone XIV ha aperto il suo discorso rivolto alle autorità e alla società civile in Francia.
Il Pontefice ha avvertito che sta crescendo, erroneamente, l’idea che il possesso di armi nucleari garantisca la sicurezza, alimentando una nuova e difficilmente controllabile corsa agli armamenti. Ha ricordato che la pace non si raggiunge con un semplice equilibrio di forze, ma si costruisce quotidianamente attraverso il dialogo e la giustizia. Dopo l’incontro all’Eliseo con il presidente Emmanuel Macron, il Papa ha esortato a non considerare mai la guerra come inevitabile, ma a valorizzare sempre la diplomazia e il confronto per preservare società pacifiche che rispettino la dignità e i diritti delle persone e dei popoli.
L’appello per la pace
Rivolgendosi alle autorità francesi, Leone ha rivolto il pensiero a tutte le popolazioni colpite dai conflitti e a chi soffre a causa della guerra, ammonendo che non si può restare indifferenti davanti a sofferenze che feriscono la dignità umana e invocano giustizia. Ha chiamato ciascuno a una profonda conversione del cuore e a un cambiamento di atteggiamento per rispondere a tali drammi. Solo riconoscendo il reciproco bisogno si può contribuire insieme alla costruzione di una civiltà dell’amore in un mondo sempre più complesso e interdipendente. Citando il precedente di Giovanni XXIII e la Pacem in Terris, il Pontefice ha ribadito la necessità di fermare la corsa agli armamenti, ridurre simultaneamente e reciprocamente gli arsenali esistenti, bandire le armi nucleari e perseguire un disarmo accompagnato da efficaci meccanismi di controllo.
Di fronte ai conflitti e alle molteplici crisi globali, il Papa ha invitato la Francia a mantenere la sua vocazione di promotrice instancabile della pace e del multilateralismo, soprattutto all’interno dell’Europa. Ha auspicato che il Paese, fedele ai propri valori, sia esempio di una pace disarmata e responsabile, offrendo un contributo insostituibile alla causa della pace.
“Le derive che mi preoccupano”
Il Pontefice ha espresso preoccupazione per alcune tendenze sociali che rischiano di trasformare scienza e tecnologia in attività orientate unicamente al profitto, favorendo manipolazioni genetiche, maternità surrogata, traffico di organi o pratiche di morte programmata. Ha messo in guardia contro l’aspettativa che la scienza possa offrire da sola una soluzione a tutte le sofferenze: senza una guida della coscienza, la tecnologia può proporre risposte immediate che sembrano soddisfare desideri e dolori ma che in realtà allontanano dal bene autentico cui le persone aspirano.
Ha ricordato inoltre che il rispetto reciproco e la tutela della vita umana sono responsabilità collettive, che richiedono una conversione dell’intelletto e del cuore e un impegno reale e disinteressato verso il prossimo, ha aggiunto il Pontefice.
Sul tema della laicità, Leone ha precisato che una giusta laicità non significa escludere la religione dalla vita pubblica o dall’istruzione, ma favorire il dialogo tra Stato e istituzioni religiose e una cooperazione al servizio del bene comune. Ha espresso apprezzamento per il dialogo istituito tra la Santa Sede, la Chiesa cattolica in Francia e il Governo francese, sottolineando che l’opera della Chiesa e la varietà delle sue espressioni sono preziose per il benessere della società. Questi scambi riflettono la complementarità ribadita dal Concilio Vaticano II: comunità politica e Chiesa, pur con ruoli diversi, sono entrambe al servizio della vocazione personale e sociale delle persone e saranno più efficaci quanto più coltiveranno una collaborazione sana tra loro.
Macron: “La Francia è dalla parte della pace”
Dal suo intervento all’Eliseo dopo l’incontro con Leone XIV, il presidente Emmanuel Macron ha affermato: «La Francia sta dalla parte della pace, del multilateralismo proattivo, del rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. Sosteniamo questa causa ovunque, senza doppi standard, con coerenza e fermezza. Ogni vita conta e tutti i popoli meritano difesa. La lotta per la pace è inseparabile dalla lotta per la dignità umana e contro l’ingiustizia». Ha inoltre ricordato che sono sempre i più vulnerabili a pagare il prezzo delle crisi e dei conflitti, spinti spesso ad abbandonare il proprio Paese.
Macron ha sottolineato che la pace è l’obiettivo comune verso cui lavorare insieme e ha riconosciuto l’attenzione del Papa, nei primi mesi del suo pontificato, al disarmo e alla promozione di una pace che favorisca la riduzione degli armamenti. Ha osservato che la pace va oltre il silenzio delle armi e richiede giustizia, sicurezza, rispetto dei diritti umani, sovranità nazionale e il diritto dei popoli all’autodeterminazione.
Il presidente ha inoltre difeso la laicità francese, chiarendo che essa non equivale al rifiuto della religione: «La Repubblica si impegna a permettere a ciascuno di formarsi e esprimere in coscienza il proprio pensiero, di credere o non credere, in privato e in pubblico, nel rispetto delle leggi». Ha definito «un grande onore» la visita del Papa e ha detto che lo Stato è impegnato a combattere la recente recrudescenza di atti antireligiosi, rivolti a cattolici, ebrei o musulmani.
Richiamando dati degli ultimi quindici anni, Macron ha denunciato l’aumento di atti contro persone o patrimonio per motivi religiosi, fenomeno che colpisce al cuore la fede cristiana e ha anche interessato le comunità ebraica e musulmana. Ha definito questa lotta essenziale per coltivare «menti tolleranti» e ha ribadito che l’impegno per la pace su tutti i fronti è una necessità esistenziale.