Trump accoglie Xi in Usa, tutto pronto per il vertice: dazi, AI, e Iran sul tavolo

24 settembre 2026 | 00.25

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L’aereo del presidente cinese Xi Jinping è arrivato alla Joint Base Andrews, nel Maryland, vicino a Washington, per il vertice con il presidente Usa Donald Trump. Trump ha accolto Xi all’aeroporto della base e l’incontro è iniziato con una stretta di mano. La visita durerà tre giorni; si tratta del terzo faccia a faccia tra i due leader in meno di un anno dopo l’incontro di metà maggio a Pechino.

Al suo arrivo Xi ha dichiarato che “la Cina e gli Stati Uniti dovrebbero essere partner, non rivali”. Secondo l’agenzia Xinhua, in un discorso scritto ha affermato che la grande rinascita della nazione cinese e il rilancio dell’America possono procedere insieme, completarsi a vicenda e portare benefici al mondo.

Bessent: “Prorogata tregua commerciale fino al 10 gennaio”

Il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, ha annunciato che Washington e Pechino hanno concordato di estendere fino al 10 gennaio l’accordo di distensione economica noto come Accordo di Busan, originariamente previsto in scadenza il 10 novembre. Bessent ha comunicato la proroga in un’intervista a Fox News, precisando che la decisione segue il lavoro congiunto dei funzionari dei due Paesi e viene resa pubblica in occasione della visita di Xi negli Stati Uniti.

I temi al centro del vertice Trump-Xi

Oltre alla proroga della tregua commerciale, i colloqui affronteranno questioni economiche e geopolitiche più ampie. Secondo analisti, evitare una nuova escalation di dazi è importante per non gravare sui consumatori americani a ridosso delle elezioni; per Pechino invece un periodo di relativa calma può facilitare il rilancio dell’economia, la riorganizzazione delle gerarchie militari dopo le recenti misure anticorruzione e il proseguimento degli sforzi per potenziare industria, tecnologia e difesa.

L’intelligenza artificiale sarà uno dei temi principali, con il confronto Usa-Cina sulla regolazione e il ritmo dell’innovazione mentre alcune grandi aziende americane invocano un rallentamento della corsa tecnologica. Trump ha minimizzato i timori, sottolineando il primato statunitense nel settore e la volontà di non frenare lo sviluppo.

La crisi in Medio Oriente entrerà nell’agenda per il suo impatto sulle forniture energetiche e sui mercati del petrolio, in particolare alla luce delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.

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