Spiritualità cristiana nel XXI secolo: venticinque anni di ricezione e uno sguardo al futuro

Come si è sviluppata la spiritualità cristiana negli ultimi venticinque anni? E quali prospettive si aprono per i prossimi decenni? Sono le domande al centro del IX Forum dei docenti di teologia spirituale, svoltosi il 18 e 19 settembre 2026 presso la Pontificia Università Gregoriana, che ha riunito i principali centri di studio della disciplina in Italia sul tema “La spiritualità cristiana nel XXI secolo. Ricezione, attualità e prospettive”. Per la Facoltà teologica del Triveneto hanno partecipato i docenti Marzia Ceschia e Antonio Bertazzo.

La prima giornata si è aperta con la conferenza di Antonio Spadaro, sottosegretario del Dicastero per la cultura e l’educazione, dal titolo Magnifica humanitas e le prospettive della spiritualità cristiana. A partire dall’enciclica di papa Leone XIV, Spadaro ha indicato come priorità non tanto governare l’intelligenza artificiale, quanto interrogarsi su ciò che essa fa al cuore dell’uomo: l’IA è una “prova per l’anima” e un ambito particolarmente provocante per la teologia spirituale, perché in gioco è quale umanità avranno le persone il cui modo di pensare ne è influenzato. Ha inoltre sottolineato come le grandi questioni attuali, anche geopolitiche, richiedano per essere comprese un linguaggio e una prospettiva teologici, in un tempo in cui è forte l’interrogativo sul senso.
È seguita la comunicazione di Vivian Boland, professore emerito della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, che, restando sulla Magnifica Humanitas, si è soffermato sul tema del limite e dell’imperfezione e sul ricorso di Leone XIV alla sapienza di Tommaso d’Aquino (L’importanza dell’imperfezione umana: il ricorso di Leone XIV a Tommaso d’Aquino nella Magnifica humanitas). I due interventi, ricchi di spunti, hanno alimentato il dialogo nei lavori di gruppo che hanno occupato la seconda parte della mattinata.

Nel pomeriggio e nella prima parte della mattinata successiva, i rappresentanti di ciascuna istituzione (Antonianum, Angelicum, Claretianum, Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale, Università Pontificia Salesiana, Pontificio Ateneo sant’Anselmo, Studio teologico San Paolo, Pontificia Università della Santa Croce, Pontificia Università Gregoriana, Facoltà teologica del Triveneto) hanno illustrato brevemente i piani di studio e le specificità del proprio centro, condividendo il loro particolare osservatorio. Ai partecipanti era stato chiesto di tenere presenti due assi: la ricezione e l’attualità (come è cambiato lo studio della disciplina, quali influenze e novità sono emerse rispetto all’inizio del secolo, quali pubblicazioni hanno segnato di più il cammino di ciascun centro) e, in avanti, le prospettive (che cosa potrebbe e dovrebbe cambiare nel secondo quarto di secolo, quali sfide si possono già riconoscere e quale sarà il compito della teologia spirituale di fronte a esse).

Il confronto tra sensibilità, carismi e tradizioni diverse ha mostrato come la disciplina si sia sviluppata attraverso vari percorsi, ciascuno con i propri accenti, le proprie ricerche e le proprie pubblicazioni, tra continuità, discontinuità e novità rispetto al passato. Il dialogo tra questi itinerari ha suggerito un quadro d’insieme e alcune direzioni su cui investire nei prossimi anni, oggetto di dibattito nei lavori di gruppo della seconda parte della mattinata conclusiva. L’esperienza ha rafforzato la percezione dell’importanza di conoscere le prospettive dei diversi centri di studio, nella consapevolezza che il lavoro teologico non può che crescere a partire da una sapienza condivisa, che diventa anche amicizia intellettuale.

Marzia Ceschia
docente di teologia spirituale
Facoltà teologica del Triveneto

(Facoltà Teologica del Triveneto)