Almeno due persone sono morte e 37 sono rimaste ferite negli attacchi russi registrati nelle ultime 24 ore, che hanno colpito anche infrastrutture energetiche collegate a centrali nucleari. Lo ha denunciato su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: secondo quanto riferito, i bombardamenti notturni hanno danneggiato una sottostazione nella regione di Kiev che collega le centrali di Rivne e Khmelnytskyi alla capitale e alle regioni centrali del Paese.
Altre sottostazioni sarebbero state danneggiate nelle regioni di Vinnytsia, Zhytomyr, Rivne, Kharkiv e Dnipropetrovsk. Zelensky ha scritto su X che la capitale sta affrontando gravi problemi nell’approvvigionamento di elettricità, acqua e riscaldamento; sono stati colpiti edifici residenziali e il Ponte Nord. Secondo il presidente ucraino, i raid notturni hanno coinvolto 36 missili balistici diretti verso Kiev e l’area circostante e tra gli armamenti impiegati ci sarebbero anche missili prodotti in Corea del Nord.
Sono in corso valutazioni tecniche nei siti colpiti: informazioni preliminari indicano che in almeno una delle infrastrutture energetiche danneggiate sono stati usati missili KN-23 fabbricati e forniti dalla Corea del Nord. Zelensky ha sottolineato che questi elementi costituiscono ulteriore motivo per rafforzare in modo significativo le sanzioni internazionali contro chiunque, ovunque nel mondo, fornisca mezzi per compiere azioni che distruggono vite umane.
Zelensky: «Oleshky dimostra che una tregua immediata è possibile, dipende solo da Putin»
Zelensky ha dichiarato in un’intervista alla Cnn che il cessate il fuoco a Oleshky ha dimostrato come non siano necessari lunghi preparativi, ritiri delle armi o la creazione di zone cuscinetto per fermare i combattimenti: tutto, a suo avviso, dipende dalla volontà politica del presidente russo Vladimir Putin. Ha aggiunto che spesso, nei colloqui a vari livelli, le altre parti sostengono che serva tempo per organizzare un cessate il fuoco, che il monitoraggio sia difficile e che sia necessario ritirare armamenti o istituire zone buffer.
Secondo Zelensky, l’esempio di Oleshky dimostra che queste condizioni non sono imprescindibili: grazie alla tecnologia moderna è possibile effettuare un monitoraggio efficace con droni e raccogliere prove video delle eventuali violazioni. Ha ribadito che, come già sostenuto, la decisione su un cessate il fuoco dipende dalla volontà di Putin; la rapida attuazione della tregua a Oleshky e il suo funzionamento sono, per il presidente ucraino, un segnale che potrebbe essere sfruttato per cercare di spingere la Russia verso negoziati di pace.