15 settembre 2026 | 13.17
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Il copresidente del gruppo ECR, Patryk Jaki (PiS), ha affermato oggi a Strasburgo che il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez dovrebbe dimettersi per come è stata gestita la situazione a Ceuta dopo l’arrivo di migliaia di migranti irregolari. Jaki ha definito le dimissioni la soluzione migliore per rispondere all’accaduto.
Secondo Jaki, il massiccio arrivo nell’exclave spagnola sulla costa marocchina, avvenuto a fine luglio, sarebbe stato in parte determinato da promesse fatte sulle modalità di accesso alla cittadinanza: a suo avviso, quando si annuncierebbero percorsi agevolati per diventare cittadini, i migranti sono incentivati a tentare la via verso l’UE, analogamente a quanto accaduto in passato con altri leader.
Jaki ha detto di essere profondamente turbato dalle immagini provenienti da Ceuta, soprattutto quelle che riguardano donne, e ha chiesto che qualcuno si assuma la responsabilità degli eventi. Ha sottolineato che non basta approvare un’altra risoluzione: è necessario identificare responsabilità per le attività criminali e per reati come gli stupri legati a quanto accaduto, che secondo lui deriverebbe da politiche migratorie sbagliate nell’UE.
Il copresidente del gruppo Nicola Procaccini (FdI) ha invece riferito che è in corso il confronto tra relatori ombra sulla proposta di risoluzione e che è ancora presto per una posizione definitiva. Ha detto che si possono avviare negoziati con gli altri gruppi, ma ha indicato una linea rossa: escludere qualsiasi forma di approvazione, esplicita o implicita, di una regolarizzazione di massa dei migranti irregolari da parte del governo spagnolo. Procaccini ha aggiunto che le amnistie di massa rappresentano un fattore di attrazione per i flussi e sono incompatibili con una strategia seria di protezione delle frontiere esterne.