Brics, a Delhi il vertice del Sud Globale: il blocco alla prova della crisi del Golfo

Questo fine settimana a Nuova Delhi si tiene il vertice dei Brics, l’alleanza di 11 Paesi del Sud del mondo con crescente peso economico. Sul conflitto del Golfo il gruppo potrebbe cominciare a definire un’identità più precisa, oltre alla spinta storica verso una governance economica alternativa all’Occidente. La partecipazione di Emirati Arabi Uniti e Iran, su posizioni opposte rispetto alla guerra che ha visto contrapposti Stati Uniti e Israele a Teheran all’inizio dell’anno, mette alla prova il formato ma potrebbe anche offrire l’occasione per un avanzamento politico.

La dichiarazione congiunta adottata il 1° settembre a Bishkek al vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) — un altro foro in cui la Cina ha un ruolo predominante e per il quale l’India ha mostrato un interesse nuovo — ha aperto la possibilità di un linguaggio comune anche per i Brics sulla crisi mediorientale. A Delhi potrebbe favorirlo l’abilità diplomatica dell’ospite, il premier indiano Narendra Modi, e un’eventuale versione attenuata della sua tradizionale “prudenza strategica”.

Secondo esperti di politica estera citati da Reuters, una dichiarazione congiunta al termine del vertice “difficilmente influenzerà immediatamente il panorama geopolitico”, ma servirebbe a dimostrare che un forum di Paesi emergenti può mostrarsi compatto su temi come le politiche economiche ritenute debilitanti, ad esempio le sanzioni occidentali.

Più che in altre occasioni multilaterali, in questi giorni saranno decisivi gli incontri bilaterali organizzati ai margini del vertice — e rilevanti saranno anche gli incontri che non si svolgeranno, come quello tra Xi Jinping e Vladimir Putin, al momento assente dall’agenda ufficiale del presidente russo. Putin, già arrivato in India, incontrerà Modi nelle prossime ore.

Non è ancora stato confermato ufficialmente, ma è “in via di organizzazione” — ha detto stamane il portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning — il colloquio cruciale tra il premier indiano e il presidente cinese, in India per la prima volta dopo sette anni e accompagnato da una delegazione di circa 400 persone. Si tratterebbe del terzo incontro significativo dopo quelli di Kazan (2024) e Tianjin (2025), importante sia per consolidare il riavvicinamento dopo gli scontri al confine India-Cina del 2020, sia per costruire la massa critica necessaria affinché i Brics incidano sugli equilibri politici internazionali e contribuiscano a definire un Sud Globale oggi, secondo un’analisi recente di Chatham House, ancora “amorfo”.

“La Cina è pronta a lavorare con l’India per seguire la leadership strategica dei due leader, per considerare le relazioni bilaterali da una prospettiva strategica e di lungo termine, per rafforzare la comunicazione, la cooperazione e per gestire in modo funzionale le differenze, essere buoni vicini e partner per risultati reciproci”, ha dichiarato Mao Ning.

La dichiarazione finale del vertice Sco — che riunisce Paesi che rappresentano circa un terzo del Pil mondiale, rispetto al 40% attribuito ai Brics — afferma che l’organizzazione “non è un blocco politico-militare e non è diretta contro altri Stati o organizzazioni internazionali”. Tuttavia, segnala un’analisi di Temur Umarov per Carnegie Politika, molti in Occidente restano scettici e alcuni osservatori temono che simili organismi possano fungere da base per un nuovo ordine mondiale anti-democratico. Tale previsione non si è materializzata dopo l’invasione russa dell’Ucraina; anzi, al quinto anno di guerra Modi ha ammonito pubblicamente Putin sul protrarsi del conflitto.

A Bishkek era stata espressa “grande preoccupazione per gli sviluppi in Medio Oriente e nella regione intorno all’Iran” e si era condannata “l’offensiva militare contro il Paese che ha provocato numerose vittime civili e notevoli danni economici”. Il testo, frutto di un compromesso tra Paesi con posizioni divergenti e redatto senza la partecipazione degli Emirati, è stato comunque considerato un risultato significativo, reso possibile da un’intesa tra Xi, Modi e Putin, dopo che la riunione dei ministri degli Esteri dei Brics a maggio non aveva prodotto un testo comune. I piccoli passi compiuti a Bishkek potrebbero essere ripresi anche a Delhi.