Usa-Iran, Vance: “Non la chiamerei guerra, non ci sono scontri a fuoco”

03 settembre 2026 | 23.22

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Il vicepresidente statunitense JD Vance ha escluso che le operazioni militari condotte dagli Stati Uniti contro l’Iran possano essere definite una «guerra». «Non la definirei una guerra. Al momento non ci sono scontri a fuoco in corso», ha detto durante un briefing alla Casa Bianca, rispondendo a una domanda sui tempi di una possibile conclusione del conflitto prima delle elezioni di Midterm.

Vance ha riconosciuto che in alcuni momenti la tensione è riemersa, ma ha ribadito che le principali attività di combattimento si sono concluse. Alla domanda su quando tutto finirà ha risposto che la questione riguarda il cessare degli attacchi iraniani contro le navi commerciali e che solo l’Iran può decidere di interrompere tali operazioni.

«Il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz è venuto meno»

Vance ha sottolineato che Washington mantiene «tutte le opzioni sul tavolo», incluse pressioni economiche, misure militari, iniziative diplomatiche e operazioni segrete. Ha escluso l’apertura di un dialogo diretto con Teheran fintanto che gli attacchi alle navi commerciali nello Stretto di Hormuz continueranno, affermando inoltre che il controllo iraniano su quella zona è sostanzialmente venuto meno e che le capacità di Teheran si stanno riducendo giorno dopo giorno.

Secondo il vicepresidente, il traffico energetico è tornato quasi ai livelli precedenti all’inizio della crisi. Ha invitato l’Iran a cessare gli attacchi contro le navi commerciali, definendo questo comportamento inaccettabile per la sicurezza della navigazione.

«Sono scettico sull’attacco al matrimonio»

Vance si è detto «estremamente scettico» riguardo alle notizie diffuse dall’Iran su un presunto attacco statunitense che avrebbe colpito una festa di nozze causando vittime civili. Ha affermato che gli Stati Uniti non prendono di mira i civili e che le eventuali segnalazioni vengono indagate a fondo per verificare i fatti e migliorare le procedure operative.

Evitare la crisi energetica globale

Vance ha sostenuto che gli sforzi americani hanno contribuito a evitare una crisi energetica globale. Ha spiegato che l’obiettivo primario delle operazioni è impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari, mentre un obiettivo secondario è proteggere la navigazione commerciale. Ha ricordato che ieri circa 15 milioni di barili di petrolio sono transitati attraverso lo Stretto di Hormuz e che non sono in corso operazioni di combattimento su larga scala.

Il vicepresidente ha concluso ribadendo che gli Stati Uniti stanno facendo il possibile per evitare il proliferare di capacità nucleari iraniane, anche in assenza di canali diplomatici diretti con Teheran.

«La Cina è più responsabile dell’Iran»

Vance ha detto che la Cina si sta dimostrando in misura maggiore responsabile rispetto all’Iran nel contrastare gli attacchi alla navigazione commerciale e che Pechino ha mostrato disponibilità a collaborare con Washington. Ha aggiunto che, dietro le quinte, anche alcuni Paesi del Golfo, la Turchia e l’Azerbaigian stanno cooperando con gli Stati Uniti per fare in modo che l’Iran paghi un prezzo per gli attacchi alle navi commerciali.

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