Dopo l’attacco ibrido con droni avvenuto a Lipsia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avvertito che la Russia potrebbe tentare di influenzare anche gli esiti elettorali e che questa è una questione che riguarda l’intera Unione Europea. Lo ha detto rispondendo a una domanda durante un punto stampa a Wicklow, in Irlanda, sul rischio di interferenze russe nel voto italiano.
Tajani ha aggiunto che non si può escludere la possibilità di tentativi di condizionamento delle elezioni nei Paesi in cui si vota e che per questo è necessario intervenire in anticipo per contrastare tali interferenze.
Sulla proposta di alcuni Paesi europei di utilizzare asset russi congelati per finanziare l’Ucraina, Tajani ha detto che non si è contrari in linea di principio, ma che è fondamentale verificare se esistono condizioni giuridiche per farlo, altrimenti si rischierebbe un effetto boomerang.
Ha spiegato che il problema principale è di natura legale: i danni subiti dall’Ucraina dovranno essere in qualche modo risarciti dalla Russia, ma occorre accertare se è possibile procedere con l’impiego degli asset congelati dal punto di vista normativo. Per questo la decisione non è stata presa, non per ragioni politiche ma per dubbi di carattere legale.
La scelta dipenderà dalla valutazione dei giuristi della Commissione e della Banca Centrale Europea: deve esserci una valutazione congiunta. In linea di principio è stato espresso un assenso, ma senza certezza giuridica l’operazione potrebbe ritorcersi contro, e perciò bisogna evitare scelte che possano favorire Putin.
Rispondendo all’articolo del Financial Times che definiva il generale Roberto Vannacci un «cavallo di Troia» della Russia, Tajani ha osservato che il quotidiano può esprimere opinioni ma che queste vanno verificate e provate; ha detto di sperare che la notizia sia falsa.
Wadephul: “Fallito approccio russo basato sulla forza, importante unità europea”
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha dichiarato a Wicklow che la Russia deve comprendere che la strategia basata sulla forza, comprese le azioni ibride, non ha prodotto i risultati sperati. Ha ribadito il suo sostegno all’Ucraina, definendo questo messaggio come uno degli elementi che l’Europa sta trasmettendo in questi giorni in risposta all’attacco contro l’aeroporto di Lipsia.
Wadephul ha inoltre ricordato le misure annunciate dal governo tedesco in risposta all’aggressione russa e si è detto colpito dal forte sostegno europeo: secondo lui c’è una grande unità che si estende anche oltre gli Stati membri, elemento importante affinché la Russia percepisca compattezza di fronte all’aggressione, pur mantenendo l’offerta di dialogo per trovare soluzioni.
Riguardo alla difesa aerea dell’Ucraina, il ministro ha osservato che alcuni Stati membri dispongono ancora di riserve di armamenti su cui è necessario confrontarsi per evitare che attacchi con missili balistici e droni possano avere successo.
Kallas: “Abbiamo convocato rappresentante russo presso Ue”
L’Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas ha affermato che i fatti di Lipsia mostrano caratteristiche compatibili con il terrorismo di Stato e ha sottolineato la necessità di decidere come reagire. Ha ricordato che l’Unione ha già convocato il rappresentante russo, come hanno fatto molti Paesi membri, e che si discuterà su ulteriori misure da adottare.
Kallas ha aggiunto che è necessario coordinarsi per definire azioni aggiuntive mentre la Russia intensifica le ostilità, valutando come esercitare maggiore pressione affinché il conflitto abbia fine.
Ha inoltre detto che la diffusione di attacchi ibridi in Europa dovrebbe servire da segnale d’allarme per quei Paesi che sono stati meno decisi sulle sanzioni: per porre fine alla guerra, ha osservato, occorre concentrare tutti gli sforzi.
Sulle sanzioni Kallas ha precisato che il lavoro prosegue e che sono state avanzate molte proposte dagli Stati membri, ma che ogni misura deve essere verificata nella sua validità legale, un processo che richiede tempo.
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