01 settembre 2026 | 00.01
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Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia sta lavorando per porre fine alla guerra in Ucraina. Il presidente russo ha adottato toni più concilianti a Bishkek, in Kirghizistan, dove partecipava al vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (SCO). L’incontro con il leader cinese Xi Jinping ha affrontato solo marginalmente il conflitto, mentre il primo ministro indiano Narendra Modi ha esercitato un forte pressing pubblico perché le ostilità cessino. Modi ha ribadito l’urgenza di lavorare per la pace, sottolineando che ogni giorno di guerra rappresenta un regresso per l’umanità.
Il pressing di Modi
Modi ha detto di discutere regolarmente della questione ucraina con Putin e ha riaffermato il sostegno dell’India a ogni iniziativa volta a conseguire la pace. Ha osservato che la fine del conflitto ridarebbe speranza all’umanità e ha richiamato i principi di non violenza associati a Gandhi e al buddismo. Secondo l’agenzia russa Tass, Putin ha risposto brevemente affermando che «stiamo andando esattamente in questa direzione», un’apertura formale al dialogo che tuttavia non sembra riflettersi nelle operazioni sul terreno: la Russia prosegue attacchi con ondate di droni che lunedì hanno oscurato il cielo di Kiev.
Zelensky non si fida: “A Mosca non cambia nulla”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso scetticismo sulle dichiarazioni russe, affermando che non ci sono segnali concreti di un cambiamento di atteggiamento al Cremlino. Zelensky ha detto che le informazioni di intelligence ucraine e dei partner indicano che Putin sarebbe favorevole a proseguire il conflitto, nonostante una larga parte della società russa sarebbe disponibile a fermarlo lungo la linea del fronte. Il presidente ha inoltre riferito che continua il dialogo con gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner e che si stanno definendo le date per una loro visita in Ucraina, ritenuta utile per avanzare proposte di pace.
Musk aiuterà Kiev a colpire, ma decide Trump
Zelensky ha detto che i rappresentanti statunitensi sono informati della situazione sul campo e che le squadre negoziali manterranno contatti stretti per coordinare i prossimi passi. Tra i soggetti che, secondo il Financial Times, collaborano con l’Ucraina c’è anche Elon Musk: il numero uno di Tesla e SpaceX avrebbe autorizzato l’uso dei satelliti Starlink per sostenere azioni militari ucraine su territorio russo. Tuttavia, la decisione finale sul loro impiego operativo richiede il via libera politico degli Stati Uniti, in particolare dell’amministrazione Trump, secondo le ricostruzioni citate.