Ucraina, raid russo contro magazzino vicino a Kiev fa strage: almeno 37 morti

La Russia prosegue i raid sull’Ucraina. Ieri sera un drone russo ha provocato l’esplosione di un deposito di munizioni a Myla, nel distretto di Bucha, vicino a Kiev: il bilancio provvisorio è di 37 morti e 42 feriti, e quasi 400 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni. Nella regione di Kiev è stata annunciata una giornata di lutto per domani.

Il sito colpito è stato descritto come un magazzino “delle forze militari di Kiev”: al suo interno erano conservate munizioni, mine e droni, ha scritto il presidente Volodymir Zelensky, specificando che procuratore generale, ministero dell’Interno, servizi di sicurezza e stato maggiore dispongono degli elementi necessari per l’inchiesta.

Zelensky ha definito l’episodio una situazione gravissima e ha parlato di una negligenza inaccettabile da parte di chi ha collocato esplosivi in un centro abitato. Ha osservato che il deposito non avrebbe dovuto trovarsi lì e ha richiamato un episodio analogo avvenuto lo scorso 6 luglio a Vyshneve, definendolo un altro crimine inaccettabile.

Anche il premier Serhiy Koretskyi ha parlato di “negligenza criminale” responsabile dell’esplosione e ha citato l’episodio di Vyshneve, affermando che, nel quinto anno di guerra, ripetere gli stessi errori costituisce negligenza grave e che i responsabili dovranno essere puniti senza eccezioni.

Kiev denuncia pianificazione Mosca contro obiettivi Kiev e Chernihiv

Secondo il vice capo di gabinetto del presidente ucraino, Pavlo Palisa, i comandi militari russi starebbero pianificando operazioni contro Kiev e Chernihiv su indicazione del Cremlino, sulla base di analisi raccolte dall’intelligence ucraina. Palisa ha precisato che si tratta di scenari possibili e non di un’offensiva immediata, e ha ribadito la previsione di una nuova mobilitazione in Russia subito dopo le elezioni legislative, probabilmente nella prima settimana di ottobre, per il reclutamento di 300-500mila nuove reclute.

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