Alle 2:46 (ora italiana) è stata registrata una scossa di magnitudo 5,6 al largo delle coste indonesiane, ha comunicato l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). L’ipocentro è stato individuato a circa 18 chilometri di profondità. Non è stato emesso alcun allarme tsunami.
La scossa fa parte della lunga sequenza sismica seguita al devastante terremoto di magnitudo 7,7 che sabato ha colpito la provincia di Nusa Tenggara Orientale, sull’isola di Flores. Le vittime accertate sono almeno 54, mentre oltre 130 persone risultano ferite.
La situazione è particolarmente critica nelle aree più vicine all’epicentro. Le squadre di soccorso continuano a cercare eventuali superstiti tra le macerie; frane e danni alle infrastrutture ostacolano gli spostamenti e le operazioni di emergenza. Circa 12.800 persone sono rimaste senza la possibilità di rientrare nelle proprie abitazioni e sono ospitate in strutture temporanee. Molti residenti vivono in tende improvvisate e rientrano in casa solo per recuperare beni essenziali come acqua e vestiti, per poi passare la notte in rifugi di fortuna.
La scossa principale di sabato ha provocato gravi danni e aveva fatto scattare un’allerta tsunami successivamente revocata. Nei giorni seguenti sono state registrate centinaia di repliche, alcune molto intense; secondo le autorità le scosse di assestamento dall’inizio dell’emergenza sono oltre 1.600.
Il sisma del 15 agosto è considerato il più grave registrato in Indonesia dopo il terremoto del 2022 a Cianjur, sull’isola di Giava. Le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza nella provincia di Nusa Tenggara Orientale e hanno mobilitato migliaia di militari e agenti di polizia per le operazioni di soccorso e la distribuzione degli aiuti.
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