Sulle Linee di Nazca, in Perù, un piccolo velivolo turistico si è schiantato al suolo dopo essere decollato dall’aeroporto di Pisco, provocando la morte di diversi passeggeri italiani di età compresa tra i 18 e i 58 anni.
Chi sono gli italiani morti nell’incidente
Le sette vittime italiane, appartenenti a due famiglie amiche, sono: Elena Sala (58), Matteo Gianturco (24), Lorenzo Angelucci (24), Massimo Angelucci (58), Cristina Maria Bianco (57), Paolo Gianturco (59) e Pietro Gianturco (18). L’elenco è stato riportato da Rpp sulla base del piano di volo e della lista passeggeri della compagnia Aerodiana.
Secondo quanto ricostruito dai media peruviani, l’aereo coinvolto è un Cessna 208B Grand Caravan della compagnia Aerodiana. L’incidente è avvenuto sabato 1o agosto nella zona di Pueblo Viejo, provincia di Nazca: il pilota avrebbe dichiarato un’emergenza alle 13:01, circa un’ora dopo il decollo da Pisco per un volo turistico sulle Linee di Nazca, e l’aereo è poi precipitato al suolo.
Fonti di Rpp confermano che 11 delle 13 vittime erano turisti stranieri — sette italiani, due tedeschi e due spagnoli — mentre le altre due vittime erano membri dell’equipaggio, entrambi peruviani. Il luogo dell’incidente è in un’area agricola del settore di Pueblo Viejo, a circa 1,5 km dalla Panamericana Sud, nella parte meridionale di Nazca.
Le squadre di soccorso intervenute sul posto non hanno trovato sopravvissuti: l’aereo, immatricolato OB-2001, è stato completamente distrutto dalle fiamme dopo l’impatto.
I precedenti
Non si tratta del primo incidente che coinvolge piccoli velivoli impiegati per i sorvoli turistici delle Linee di Nazca. Nel 2022 un altro incidente ha causato la morte di sette persone, tra cui cittadini cileni e olandesi; in ottobre 2010 persero la vita quattro turisti britannici e due membri dell’equipaggio. Incidenti simili, talvolta fatali, si sono verificati più volte nel corso degli anni.
Le Linee di Nazca, riconosciute Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1994, si trovano nella pianura costiera del Perù meridionale, a circa 400 km a sud di Lima. Si tratta di giganteschi geoglifi tracciati rimuovendo lo strato superficiale di pietre scure per mettere a vista il terreno più chiaro sottostante; la loro origine e funzione restano in parte oggetto di studio, anche se l’UNESCO indica possibili funzioni astronomiche o rituali. Ogni anno la zona è sorvolata da decine di migliaia di turisti, con stime che variano tra 80.000 e 100.000 visitatori annui.
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