Iran, raid Usa e Arabia Saudita in Iraq: ecco le milizie nel mirino

Stati Uniti e Arabia Saudita hanno colpito obiettivi delle Forze di mobilitazione popolare (Al‐Hashd Al‐Shaabi), un’alleanza armata irachena che include potenti fazioni filo‐iraniane e che da tempo è considerata una preoccupazione per Washington. Le Forze di mobilitazione popolare sono una rete prevalentemente sciita nata nel 2014 durante la lotta contro lo Stato Islamico, dopo una fatwa dell’ayatollah Ali al‐Sistani, la massima autorità sciita in Iraq, che invitò i cittadini a difendere il Paese. A quel richiamo risposero gruppi armati vicini a Teheran e numerosi volontari iracheni.

Nel corso degli anni molte di queste forze sono state addestrate dall’Iran e guidate da gruppi sostenuti da Teheran che avevano già combattuto contro le forze statunitensi dopo l’intervento in Iraq del 2003. Le operazioni sul campo furono spesso supervisionate dal generale Qasem Soleimani, allora capo della Forza Quds dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, ucciso sei anni fa in un raid Usa a Baghdad.

Con una legge del 2016 le Forze di mobilitazione popolare sono state formalmente integrate nelle forze di sicurezza irachene come componenti regolari; nel 2017 il gruppo contribuì alla sconfitta dello Stato Islamico in Iraq. Oggi l’alleanza comprende decine di gruppi, incluse brigate appartenenti a potenti fazioni filo‐iraniane inserite nella lista nera degli Stati Uniti come organizzazioni terroristiche. Alcune di queste fazioni risultano percepire stipendi dal governo ma sono accusate di operare con ampia autonomia rispetto allo Stato centrale.

Diversi gruppi filo‐iraniani sono inoltre parte dell’alleanza nota come Resistenza islamica in Iraq, che ha rivendicato centinaia di attacchi contro obiettivi statunitensi in Iraq e nella regione durante il conflitto. Queste formazioni si collocano nell’«asse della resistenza» guidato da Teheran, che comprende anche Hezbollah libanese, gli Houthi in Yemen e Hamas nella Striscia di Gaza.

Tra le formazioni più attive figurano le Kataeb Hezbollah, responsabili di attacchi contro interessi statunitensi in Iraq e che nel tempo hanno perso comandanti in raid americani; si citano inoltre le Kataeb Sayyid al‐Shuhada e il movimento al‐Nujaba. In alcuni casi questi gruppi operano all’interno delle basi delle Forze di mobilitazione popolare, ma mantengono anche strutture autonome, depositi d’armi e siti per la produzione di droni.