Iran, conflitto con Usa entra nel sesto mese: cresce incertezza tra negoziati in stallo e rischio escalation

“Totalmente sconfitto, vuole un accordo”. Così il presidente americano Donald Trump commentò il 28 febbraio, giorno in cui Stati Uniti e Israele avviarono un attacco congiunto contro Teheran che uccise, tra gli altri, la guida suprema iraniana Ayatollah Ali Khamenei e il capo di Stato Maggiore Abdolrahim Mousavi. Sei mesi dopo il conflitto non è risolto: i negoziati sono fermi e il rischio di escalation rimane. Le perdite finora sono significative, con una stima di circa 1.700 civili iraniani morti e 18 militari statunitensi uccisi negli attacchi di rappresaglia iraniani.

Ecco le principali tappe della guerra

– 28 febbraio: primo attacco con missili da crociera Tomahawk lanciati da navi della Marina statunitense; una scuola elementare a Minab, nel sud dell’Iran, subisce pesanti perdite (circa 175 vittime, per lo più bambini). Un nuovo sistema d’arma statunitense, il Precision Strike Missile, colpisce un palazzetto dello sport, una scuola e due aree residenziali nel sud, causando altre 21 vittime.

– 1 marzo: secondo giorno di combattimenti. La tv iraniana conferma la morte di Khamenei. L’Iran colpisce installazioni militari statunitensi nella regione con missili balistici a medio raggio e droni d’attacco; un drone iraniano uccide sei soldati statunitensi in Kuwait. Tre F-15 statunitensi vengono abbattuti dalla difesa aerea kuwaitiana in quello che sembra un caso di fuoco amico; gli equipaggi vengono tratti in salvo.

– 4 marzo: un sottomarino della Marina statunitense silura una nave da guerra iraniana vicino allo Sri Lanka, con un alto numero di vittime tra i marinai iraniani; l’Iran definisce l’evento un’«atrocità in mare».

– 7 marzo: un soldato statunitense muore per le ferite subite in un attacco alla base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita.

– 12 marzo: sei aviatori statunitensi perdono la vita nello schianto di un aereo cisterna KC-135 nell’Iraq occidentale.

– 17 marzo: nei raid su Teheran vengono uccisi, tra gli altri, Ali Larijani, segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, e Gholamreza Soleimani, capo dell’Organizzazione Basij.

– 31 marzo: Trump annuncia il ritiro delle truppe statunitensi dall’Iran entro due o tre settimane. Il prezzo medio del carburante senza piombo negli USA, che era 2,98 dollari al gallone prima della guerra, sale a 3,98 dollari.

– aprile: all’inizio del mese viene abbattuto un altro F-15 sopra l’Iran; il pilota è salvato. Durante l’operazione di recupero vengono distrutti diversi aerei statunitensi; un A-10 Warthog precipita e il pilota viene tratto in salvo.

– 6 aprile: il Comando Centrale USA comunica di aver colpito oltre 13.000 obiettivi in Iran.

– 7 aprile: Trump annuncia un cessate il fuoco.

– 11 aprile: il vicepresidente americano JD Vance riferisce che dopo 21 ore di colloqui in Pakistan le parti non hanno raggiunto un accordo di pace.

– 12 aprile: gli Stati Uniti annunciano il blocco dei porti iraniani.

– 19 aprile: un cacciatorpediniere statunitense apre il fuoco contro una nave mercantile battente bandiera iraniana nel Mar Arabico e i Marines ne sequestrano l’imbarcazione; si ritiene che la nave stesse tentando di eludere il blocco.

– 21 aprile: Trump estende il cessate il fuoco. Il prezzo medio nazionale della benzina senza piombo negli USA raggiunge 4,30 dollari al gallone.

– 3 maggio: Trump annuncia il «Progetto Libertà» per aiutare le navi mercantili civili bloccate nello Stretto di Hormuz; l’operazione viene sospesa dopo meno di 48 ore.

– 5 maggio: il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il generale Dan Caine tengono un briefing sulla guerra in Iran; successivamente non ne vengono più svolti.

– 7 maggio: Trump conferma che il suo cessate il fuoco è ancora in vigore.

– 10 maggio: Trump respinge l’offerta iraniana di riprendere i colloqui di pace.

– 13 maggio: il Congressional Research Service segnala che le forze armate statunitensi hanno subito perdite o danni a 42 aerei da guerra, elicotteri e droni durante il conflitto.

– 23 maggio: Trump afferma che un accordo di pace è vicino. Il prezzo medio nazionale della benzina negli USA è di 4,42 dollari al gallone.

– giugno: all’inizio del mese Trump definisce «molto noiosi» i negoziati di pace e dichiara di non preoccuparsene se fallissero.

– 11 giugno: il presidente ribadisce che un accordo di pace è vicino.

– 14 giugno: Casa Bianca e Teheran concordano la riapertura dello Stretto di Hormuz, ma il tema del programma nucleare iraniano resta irrisolto; Trump dichiara che lo Stretto sarà «permanentemente senza pedaggio».

– 17 giugno: viene pubblicato il testo del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran; il linguaggio è vago e le due parti forniscono interpretazioni diverse.

– 20 giugno: Vance parte da Washington per ulteriori colloqui di pace.

– 22 giugno: Trump alleggerisce alcune sanzioni economiche statunitensi sul petrolio iraniano.

– 23 giugno: l’Iran attacca una nave mercantile nello Stretto di Hormuz; nei due giorni successivi le forze statunitensi effettuano attacchi aerei di risposta.

– 1 luglio: un elicottero della Marina statunitense effettua un atterraggio di emergenza nel Mar Arabico; pochi giorni dopo il comandante a bordo viene dichiarato disperso in mare.

– 4 luglio: il Pentagono organizza uno spettacolo aereo sopra il National Mall di Washington con aerei da guerra, elicotteri e paracadutisti; l’evento prosegue nonostante sia stato ordinato lo sgombero per rischio di condizioni meteorologiche estreme.

– 8 luglio: le forze statunitensi lanciano nuovi attacchi aerei contro l’Iran, poche ore dopo che Trump aveva dichiarato concluso il cessate il fuoco di tre settimane.

– 9 luglio: l’Iran lancia missili balistici a medio raggio contro la Giordania; il Comando Centrale USA dichiara di aver colpito 170 obiettivi nelle prime 48 ore della nuova fase di attacchi.

– 11 luglio: Trump ordina ulteriori attacchi aerei dopo l’attacco iraniano a una nave portacontainer nello Stretto di Hormuz.

– 13 luglio: Trump minaccia dazi alle navi che attraversano lo Stretto e reintroduce il blocco navale sui porti iraniani.

– 17 luglio: tre soldati statunitensi vengono uccisi in un attacco iraniano a una base militare in Giordania.

– 18 luglio: un soldato statunitense viene ucciso durante la neutralizzazione di un drone iraniano nel nord dell’Iraq.

– 26 luglio: il Pentagono rivede il metodo di conteggio delle vittime, riportando 624 militari statunitensi feriti e 18 morti. Negli USA il prezzo medio di un gallone di benzina senza piombo è 4,11 dollari.

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