Corea del Nord e Russia unite da un ponte, il collegamento meno visibile ai satelliti

Russia e Corea del Nord stanno completando il primo collegamento stradale diretto: è in costruzione un ponte a due corsie lungo circa un chilometro e largo circa sette metri sul fiume Tumen, tra Khasan e Tumangang, che affianca il già esistente collegamento ferroviario.

L’opera nasce da un progetto avviato dopo l’accordo di partenariato strategico firmato da Vladimir Putin e Kim Jong-un nel giugno 2024. Il ponte, la cui inaugurazione prevista per giugno non è stata ancora completata sul lato russo, è interpretato da osservatori come un segnale dell’intenzione di Mosca e Pyongyang di intensificare la cooperazione militare, facilitando il trasferimento di personale nordcoreano in Russia e di componenti militari russi in Corea del Nord.

L’ong ucraina Truth Hounds, citata dal Guardian, sostiene che il collegamento funzioni come un vero corridoio militare e non come infrastruttura principalmente destinata a commercio e turismo, come invece affermano le due capitali. Secondo questa ricostruzione, il tracciato è stato concepito per ridurre l’esposizione ai controlli satellitari, cosa più difficile da ottenere nei trasporti su rotaia.

La rete stradale nordcoreana è molto più estesa di quella ferroviaria e quindi più difficile da sorvegliare nella sua totalità: carico e scarico possono avvenire in punti diversi e in modo rapido, rendendo le spedizioni meno visibili ai rilevamenti satellitari.

In immagini satellitari i camion appaiono infatti molto simili tra loro, mentre i vagoni ferroviari possono rivelare dettagli sul carico. La nuova infrastruttura avrebbe avuto un costo stimato di circa 100 milioni di dollari, a fronte di un interscambio commerciale tra i due Paesi di circa 34 milioni nel 2024. Il turismo verso la Corea del Nord è soggetto a limiti: tour scortati per non più di 10.000 persone l’anno (previsti per il 2025) con destinazioni finali a centinaia di chilometri dall’ingresso. Inoltre, differenze nel passo delle rotaie tra i due Stati richiedono modifiche ai treni prima del passaggio di confine.

Secondo fonti riportate, la Corea del Nord avrebbe inviato circa 14.000 soldati a combattere a fianco delle forze russe nell’area di Kursk dopo un’incursione ucraina nell’agosto 2024; di questi, circa 2.000 sarebbero stati segnalati come caduti. L’anno precedente Reuters aveva documentato immagini satellitari che mostravano 2.000 container caricati nel porto nordcoreano di Rason e diretti in Russia, con ipotesi secondo cui potessero contenere munizioni o missili a corto raggio. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che Pyongyang intende ora inviare altri 30.000 militari.