La Russia ha annunciato oggi l’espulsione dell’addetto militare italiano e di un suo collaboratore. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito la decisione della Federazione Russa “senza motivo” e “un atto di palese ritorsione” in risposta all’espulsione dall’Italia di due addetti militari russi, che secondo Roma sono stati sorpresi mentre svolgevano attività di spionaggio a danno della sicurezza nazionale, ha scritto su X.
Poche ore dopo è arrivata la conferma di Mosca. L’espulsione dell’addetto militare italiano e del suo collaboratore è stata descritta come una “misura di ritorsione” nei confronti di Roma in seguito all’allontanamento dall’Italia, lo scorso 9 luglio, di due militari russi, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, secondo l’agenzia Ria Novosti.
“Nessuna azione ostile o provocatoria contro i diplomatici russi resterà impunita”, recita la nota del ministero degli Esteri di Mosca che ha confermato l’espulsione. Il ministero ha dichiarato persona non grata l’addetto militare dell’ambasciata italiana a Mosca, Vittorio Parrella, e il suo collaboratore, Davide D’Aprile, chiedendo a entrambi e alle rispettive famiglie di lasciare la Federazione Russa entro tre giorni. La decisione è stata comunicata all’incaricato d’affari italiano a Mosca, G. Scopa, convocato al ministero degli Esteri russo.
Secondo la nota diffusa da Mosca, il provvedimento risponde alle analoghe richieste avanzate in precedenza dall’Italia nei confronti dell’addetto navale e aeronautico e del vice addetto navale dell’ambasciata russa in Italia, richieste ritenute “infondate” dal ministero russo. Mosca ha detto di aver agito “sulla base del principio di reciprocità” e ha avvertito che eventuali nuove misure contro rappresentanti diplomatici russi saranno ricambiate con risposte simili.