CALDO: COLDIRETTI PESCA, IL MARE “BOLLENTE” UCCIDE COZZE E VONGOLE E FA SPARIRE IL MANGIME, SOS ACQUACOLTURA

CALDO: COLDIRETTI PESCA, IL MARE “BOLLENTE” UCCIDE COZZE E VONGOLE E FA SPARIRE IL MANGIME, SOS ACQUACOLTURA

Il surriscaldamento dell’acqua mette a rischio un settore da mezzo miliardo di euro

Il mare “bollente” fa strage di cozze e vongole, minaccia il pesce azzurro e fa sparire persino il mangime necessario per gli impianti di acquacoltura, con le imprese ittiche sempre più sull’orlo del crac. A denunciarlo è Coldiretti Pesca con gli effetti del surriscaldamento delle acque che rappresentano una nuova e grave emergenza per un comparto strategico per il sistema agroalimentare che oggi si trova a fare i conti con un ulteriore aggravio dei costi di produzione dopo anni segnati dalla crisi energetica, dall’aumento delle materie prime, dagli effetti della guerra in Ucraina e dalle altre conseguenze del cambiamento climatico.

Nelle lagune del Delta del Po la temperatura dell’acqua ha ormai superato i 30 gradi, provocando una drammatica moria di cozze, vongole e altri organismi marini. Nella Sacca di Scardovari è stata sospesa già dalla fine di giugno la commercializzazione delle Cozze di Scardovari Dop dopo i primi segnali di sofferenza dei mitili, mentre nella Sacca di Goro il caldo ha trasformato la laguna in una vera e propria “pentola”. Lo scarso ricambio idrico e la proliferazione di microalghe – spiega Coldiretti Pesca – hanno causato fenomeni di anossia con perdite fino al 90% delle vongole allevate, aggravando ulteriormente la crisi di un comparto già duramente colpito dall’invasione del granchio blu. A pesare sono anche i temporali che si alternano alla siccità e che fanno riversare improvvisamente grandi quantità di acqua dolce in mare. Cresce inoltre la preoccupazione lungo la costa marchigiana per il rischio di formazione della mucillagine favorita dalle elevate temperature del mare.

Gli effetti del surriscaldamento si estendono però anche al pesce azzurro, patrimonio della pesca italiana, e alla produzione di mangimi. L’aumento della temperatura dell’acqua riduce infatti l’ossigeno disponibile – rileva Coldiretti Pesca -, altera la produzione di plancton di cui si nutrono sardine e acciughe, compromette la sopravvivenza delle larve durante la fase riproduttiva, oltre a colpire anche le specie destinate all’alimentazione degli allevamenti in acquacoltura. Ne derivano una minore crescita, una riduzione dell’abbondanza e uno spostamento degli stock, con ripercussioni dirette sulla produttività della pesca e sulla disponibilità di una delle principali risorse ittiche del Mediterraneo.

I mangimi rappresentano oltre il 50% dei costi complessivi di un allevamento ittico – sottolinea Coldiretti Pesca – e ogni aumento si traduce in una significativa riduzione dei margini economici delle aziende, già messe a dura prova dall’incremento dei costi di energia, trasporti, manodopera e servizi. Alla base dei rincari vi sono anche le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime destinate alla mangimistica.
Una situazione che rischia di compromettere ulteriormente la competitività delle imprese italiane rispetto ai principali Paesi produttori, dove la produzione continua a crescere mentre in Italia il comparto registra da anni una progressiva contrazione, con un numero di aziende che cessano l’attività superiore a quello delle nuove imprese.

“Le imprese di acquacoltura stanno affrontando un momento estremamente delicato – commenta Daniela Borriello, responsabile nazionale di Coldiretti Pesca –. Dopo aver affrontato le conseguenze della crisi energetica, dell’aumento dei costi produttivi e degli effetti del cambiamento climatico, oggi ci troviamo di fronte a un nuovo incremento che interessa la principale voce di spesa degli allevamenti. È un’ulteriore pressione economica che mette in difficoltà un comparto essenziale per garantire produzioni ittiche di qualità, sicurezza alimentare, occupazione e presidio dei territori”.

Il settore dell’acquacoltura è uno dei fiori all’occhiello della pesca Made in Italy con un valore della produzione di circa mezzo miliardo di euro, dove la voce più pesante è rappresentata dalle cozze davanti a trote, vongole, orate e spigole, secondo l’analisi di Coldiretti Pesca. Ma cresce anche la produzione di ostriche che sta diventando un’eccellenza Made in Italy.
Un settore che potrebbe acquisire un’importanza sempre maggiore considerato che nel 2022 a livello mondiale, per la prima volta nella storia, l’acquacoltura ha superato la pesca di cattura come principale settore di produzione di animali acquatici, secondo l’ultimo rapporto pubblicato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao).

(Coldiretti Padova)