RACCOLTA PORTA A PORTA: LEGAMBIENTE PADOVA RILANCIA IL TAVOLO DI CONFRONTO

Legambiente Padova torna sull’argomento del sistema di raccolta porta a porta a seguito delle dichiarazioni sollevate delle portavoce dei comitati storicamente contrari a questo modello.

Spiace constatare come nei giorni scorsi siano riemerse argomentazioni e polemiche, per attaccare un sistema che è stato adottato da quasi l’80% della popolazione veneta e che ha consentito alla nostra Regione di raggiungere obiettivi ragguardevoli per qualità della raccolta differenziata, facendo leva proprio su una modalità di raccolta che premia la responsabilità ed il coinvolgimento dei cittadini – dichiara Francesco Tosato, Presidente di Legambiente Padova – Un sistema che anche in una città come Padova, certamente con complessità superiori rispetto ad un piccolo comune della provincia, ha comportato un aumento di oltre il 20% dagli anni in cui è stata introdotta, è francamente inaccettabile“.

Sul tema del rischio per la salute il circolo padovano dell’associazione ambientalista riporta quanto già dichiarato dal comitato regionale, sottolineando come non ci sia alcuna sottovalutazione del fenomeno che deve però essere affrontato puntando sullo sviluppo di nuove tecnologie e di nuovi strumenti capaci di ridurre il carico fisico delle attività e migliorare le condizioni di lavoro. La raccolta stradale non è peraltro immune da criticità, che anzi probabilmente sono maggiori.

Da parte nostra non sono mai mancate le proposte per migliorare il servizio in città, con la volontà di contribuire al percorso di implementazione di uno dei pilastri dell’economia circolare e, più in generale, di dare un contributo alla realizzazione della transizione ecologica. D’altronde sono centinaia i Comuni in tutta la regione ad avere le posizioni che la nostra associazione porta avanti su questo tema – conclude Tosato che rilancia la proposta avanzata qualche giorno fa dall’associazione per un tavolo di confronto tra gestori, enti di governo, comuni, organizzazioni sindacali, istituzioni sanitarie e associazioni ambientaliste per valutare come ridurre concretamente il carico fisico delle attività, attraverso l’applicazione di nuove tecnologie, formazione, organizzazione del lavoro e rinnovo del parco mezzi, senza mettere in discussione uno dei pilastri dell’economia circolare e con l’obiettivo di coniugare qualità ambientale, innovazione tecnologica e qualità del lavoro”.

(Legambiente Padova)