Zanfardin (Edilizia), Carlana (Impianti) e Rosin (Legno): “La riqualificazione del patrimonio edilizio deve valorizzare le competenze delle imprese locali. Sì alla semplificazione, no a nuovi appesantimenti burocratici”
L’approvazione definitiva del Piano Casa rappresenta un’opportunità concreta per affrontare il fabbisogno abitativo e rilanciare la filiera delle costruzioni. Per questo Confartigianato Imprese Padova accoglie con favore il provvedimento, condividendo la posizione espressa dal presidente nazionale di ANAEPA Confartigianato Edilizia, Stefano Crestini, secondo il quale il Piano dovrà valorizzare le imprese del territorio, puntare sul recupero del patrimonio edilizio esistente e scongiurare nuovi appesantimenti burocratici che rischiano di rallentare gli interventi.
Nel territorio padovano il Piano Casa interessa direttamente una filiera composta da 9.787 imprese artigiane: 5.470 operanti nelle costruzioni, 2.551 nel settore dell’impiantistica e 1.766 nel comparto del legno. Una rete di professionalità che ogni giorno realizza interventi di manutenzione, recupero, efficientamento energetico e riqualificazione degli edifici, contribuendo alla qualità dell’abitare, alla sicurezza e alla valorizzazione del patrimonio edilizio.
“Le imprese artigiane rappresentano la spina dorsale della riqualificazione diffusa – afferma Nicola Zanfardin, presidente della categoria Edilizia di Confartigianato Imprese Padova –. Sono presenti capillarmente sul territorio, conoscono le esigenze delle comunità e possiedono le competenze per affrontare interventi complessi di recupero e rigenerazione urbana. Il Piano Casa può diventare una leva importante sia per rispondere al bisogno di abitazioni sia per sostenere il lavoro delle imprese locali, ma servono procedure semplici, tempi certi e risorse che arrivino rapidamente ai cantieri. Condividiamo inoltre la posizione della Confederazione sul badge di cantiere: ogni misura che rafforza sicurezza e legalità è positiva, ma non deve trasformarsi nell’ennesimo adempimento burocratico a carico delle piccole imprese”.
Secondo Flavio Carlana, presidente della categoria Installatori d’impianti di Confartigianato Imprese Padova, la sfida è quella di promuovere interventi realmente integrati. “Oggi riqualificare un edificio significa renderlo più sicuro, più efficiente e più sostenibile. Gli impianti sono parte integrante di questo processo: dall’efficientamento energetico alle fonti rinnovabili, dalla climatizzazione alla smart home. Il Piano Casa può accelerare questa trasformazione, valorizzando le competenze delle imprese artigiane specializzate e favorendo interventi che migliorino concretamente la qualità della vita delle persone”.
Per Andrea Rosin, presidente della categoria Legno di Confartigianato Imprese Padova, la riqualificazione del patrimonio edilizio passa anche attraverso il contributo delle imprese del comparto. “Intervenire su un edificio significa migliorarne le prestazioni sotto molti aspetti. Serramenti ad alta efficienza, strutture in legno, coperture, pavimentazioni e finiture contribuiscono a rendere le abitazioni più confortevoli, più sostenibili e più durature. Le imprese artigiane del legno mettono a disposizione competenze altamente specializzate che rappresentano un valore aggiunto per ogni progetto di recupero e rigenerazione”.
Per Confartigianato Imprese Padova il Piano Casa dovrà tradursi in un programma concreto di rigenerazione del patrimonio edilizio esistente. Una prospettiva particolarmente significativa anche per il territorio provinciale, dove, secondo i dati Censis, sono censite 456.630 abitazioni, delle quali 61.620 risultano dormienti, ovvero immobili privati inutilizzati e non disponibili sul mercato. Un patrimonio che, se recuperato, potrebbe contribuire ad ampliare l’offerta abitativa senza ulteriore consumo di suolo, generando al tempo stesso nuove opportunità di lavoro per le oltre 9 mila imprese artigiane della filiera delle costruzioni, dell’impiantistica e del legno.