4 luglio, Trump: “Il sogno americano è tornato, non saremo mai un Paese comunista”

Nel discorso al National Mall per il 250° anniversario dell’Indipendenza, il presidente Donald Trump ha trattato temi come la condanna del comunismo, la promozione del Save America Act, i presunti successi in politica estera, il rilancio dell’economia e la celebrazione del “sogno americano”.

L’intervento, durato circa 40 minuti, ha ripercorso i punti chiave della sua agenda, alternando riferimenti alla storia nazionale a questioni di sicurezza, immigrazione e ai risultati che ha attribuito alla sua amministrazione.

“Il sogno americano è tornato”, ha dichiarato Trump rivolgendosi alla folla, sostenendo che le forze armate e di polizia siano in crescita di reclute e definendo gli Stati Uniti un “popolo eroico” che starebbe attraversando una nuova “Golden Age of America”. Ha affermato che l’America è “la luce e la gloria del mondo” e che il futuro della nazione sarà “più grande, migliore e più forte”.

Il presidente ha sottolineato che “non c’è obiettivo che non possiamo raggiungere” e ha indicato come segni positivi l’andamento dei mercati azionari, descritti come ai massimi storici, e un livello di occupazione che ha definito senza precedenti.

Tra le proposte politiche rilanciate, Trump ha sostenuto il Save America Act e l’introduzione dell’obbligo di dimostrare la cittadinanza per poter votare. Ha anche proposto di limitare il voto per corrispondenza, consentendolo solo per malattia, disabilità, dispiegamento militare o viaggi, affermando che in questo modo si eviterebbero frodi elettorali: “È molto semplice”, ha detto tra gli applausi.

Ha inoltre ricordato altre iniziative della sua agenda, tra cui un ordine esecutivo mirato a limitare la cittadinanza per diritto di nascita e la difesa del Secondo Emendamento, che tutela il diritto al possesso di armi.

Sul fronte internazionale Trump ha rivendicato risultati ottenuti durante il suo mandato, citando azioni contro il Venezuela e l’Iran. Ha menzionato il presunto sequestro dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte di forze statunitensi e attacchi contro la marina iraniana, oltre a descrivere un’operazione contro siti nucleari iraniani come prova della capacità degli Stati Uniti di difendere i propri interessi.

Nel corso del discorso ha attaccato il comunismo, definendolo “un sistema perdente” e paragonandolo a un cancro da estirpare rapidamente per impedire che si sviluppi.

Sul palco erano presenti anche rappresentanti delle Gold Star Families, le famiglie dei militari caduti, e membri dell’equipaggio della missione Artemis II della NASA, che Trump ha omaggiato insieme ai veterani.

Ripercorrendo la storia degli Stati Uniti, ha mostrato alcune bandiere storiche legate alla guerra d’indipendenza e ha affermato che gli americani non permetteranno mai che venga tolta loro la libertà. Ha aggiunto che oggi il Paese è “più ricco, più sicuro e più orgoglioso che mai”.

Per chiudere ha richiamato lo spirito della Rivoluzione del 1776: “Lo spirito del 1776 vive ancora in tutti noi”, elogiando la libertà americana e concludendo che “siamo solo all’inizio, il meglio deve ancora venire”.

Al termine dell’intervento, il presidente e la first lady Melania Trump hanno assistito allo spettacolo pirotecnico “Salute to America” da una struttura vicino al palco; la folla ha applaudito i fuochi d’artificio che hanno illuminato il National Mall mentre ricominciava a piovere.

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