Il locale era divenuto polo di aggregazione di avventori pregiudicati, destinatari di misure di prevenzione e inclini all’abuso etilico. Numerosi gli episodi di violenza, risse e disturbo della quiete pubblica; accertati anche un atteggiamento ostile verso le Forze dell’ordine e comportamenti di malcostume sociale sfociati in atti contrari alla pubblica decenza.
Nella mattinata odierna giovedì 2 luglio, i poliziotti della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura di Padova hanno dato esecuzione al provvedimento adottato dal Questore della provincia di Padova Marco Odorisio, che ha disposto la sospensione per 30 giorni, ai sensi dell’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, della licenza di somministrazione di alimenti e bevande del pubblico esercizio, sito a Cittadella (PD).
Il provvedimento giunge all’esito di un’articolata attività istruttoria, sviluppata sulla base dei numerosi e reiterati controlli effettuati dai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Cittadella e della Stazione di Tombolo, e della Polizia Locale di Cittadella, dai quali è emerso come il locale abbia progressivamente consolidato il proprio ruolo di polo di aggregazione per una clientela socialmente pericolosa, incline all’abuso etilico e gravata da pesanti pregiudizi penali.
L’ultimo gravissimo episodio è stato registrato la notte dello scorso 28 giugno, intorno alle ore 01:15, quando i Carabinieri e la Polizia Locale sono intervenuti d’urgenza presso il bar a causa di una violenta lite tra avventori. Sul posto, è stata riscontrata la presenza di clienti in evidente stato di alterazione alcolica, molti dei quali con precedenti per spaccio di stupefacenti, minaccia e guida in stato di ebbrezza.
I successivi accertamenti, supportati dalla visione delle telecamere di videosorveglianza della zona, hanno permesso di identificare anche i soggetti fuggiti prima dell’arrivo delle pattuglie, tra cui un individuo con precedenti per atti persecutori e un altro per ricettazione, quest’ultimo già formale destinatario della misura di prevenzione dell’Avviso Orale emesso dal Questore di Padova Marco Odorisio.
In tale circostanza, le operazioni di controllo e di identificazione sono risultate estremamente difficoltose a causa dell’aperta ostilità e del comportamento irrispettoso tenuto dagli avventori nei confronti delle FF.OO. Inoltre, è emersa una grave condotta da parte di una dipendente del locale la quale, invece di allertare tempestivamente i numeri di emergenza per richiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine, ha deciso autonomamente di utilizzare uno spray al peperoncino contro gli aggressori, alimentando ulteriormente lo stato di disordine, in aperta violazione della posizione di garanzia e del dovere di collaborazione che gravano sui gestori delle attività pubbliche.
Il quadro complessivo di assoluto degrado e totale disprezzo per le istituzioni era già emerso nel corso dei mesi precedenti. In particolare, nella notte del 9 maggio 2026, si era consumata un’altra violenta rissa a colpi di calci e pugni all’esterno del bar. Tra i presenti identificati quella notte figuravano soggetti gravati da precedenti penali per maltrattamenti in famiglia, estorsione, calunnia, percosse, rapina, resistenza a Pubblico Ufficiale e spaccio di stupefacenti, inclusi altri due destinatari di Avviso Orale.
Al termine delle operazioni di quella notte, uno dei partecipanti alla rissa era stato sorpreso e sanzionato mentre urinava pubblicamente nel vicolo adiacente al bar.
Numerosi sono stati anche gli interventi legati al disturbo della quiete pubblica, spesso verificatisi in orari notturni tra le ore 02,00 e le ore 03,00, con segnalazioni per musica ad altissimo volume e schiamazzi, nonché le sanzioni elevate dalla Polizia Locale di Cittadella per la violazione al rispetto degli orari di apertura.
Tale situazione di totale refrattario rispetto delle regole non è mutata nemmeno a seguito di un provvedimento comunale di sospensione temporanea della licenza per 2 giorni eseguito a marzo ed emesso proprio per sanzionare la violazione del rispetto degli orari di chiusura.
Gli interventi e le sanzioni ordinarie si sono rivelati del tutto inefficaci nel responsabilizzare la gestione del locale e nel dissuadere la presenza di persone esagitate.
Si è reso pertanto necessario e non più procrastinabile l’intervento del Questore di Padova tramite l’applicazione dell’Art. 100 T.U.L.P.S. con cui ha disposto la chiusura del locale per giorni 30.
La misura, avente una preminente natura cautelare e di prevenzione, mira a tutelare la sicurezza collettiva e il diritto alla quiete dei residenti del centro storico, recidendo oggettivamente il legame di aggregazione tra la struttura e la clientela molesta e pericolosa.
Alla luce della gravità, della reiterazione e dell’attualità dei fatti accertati, il Questore della provincia di Padova Marco Odorisio ha pertanto disposto la sospensione per 30 giorni della licenza, ritendo tale misura necessaria e proporzionata al fine di interrompere la situazione di pericolo concreto e ripristinare condizioni di legalità e sicurezza per la collettività.