La Corte Suprema degli Stati Uniti ha inflitto tre significative battute d’arresto a Donald Trump: ha respinto il suo tentativo di annullare un risarcimento milionario a favore della giornalista E. Jean Carroll, ha impedito la rimozione immediata della governatrice della Federal Reserve Lisa Cook e ha confermato la validità di schede votate per posta se spedite entro l’Election Day ma ricevute fino a cinque giorni lavorativi dopo. Quest’ultima decisione segna una sconfitta per l’amministrazione che aveva sostenuto il ricorso contro la legge del Mississippi.
Risarcimento alla giornalista che lo accusa di aggressione sessuale
La Corte Suprema ha respinto il ricorso di Trump contro la condanna a versare cinque milioni di dollari a E. Jean Carroll, che lo aveva citato in giudizio per diffamazione dopo aver denunciato un’aggressione avvenuta negli anni ’90 e aver introdotto successivamente una causa civile relativa all’aggressione.
Sui suoi canali social Trump ha definito la causa «falsa», dichiarando di non aver mai incontrato Carroll e esprimendo sorpresa per la decisione della Corte. Ha parlato di un’ingiustizia e ha promesso di continuare a opporsi alle accuse, descrivendo il procedimento come strumentalizzato politicamente.
La causa si inserisce in un contesto legislativo di New York che ha temporaneamente ampliato la possibilità per le vittime di abusi sessuali di presentare denunce civili su fatti risalenti nel tempo. Trump ha sostenuto che la legge dello Stato fosse stata concepita per colpirlo ingiustamente.
Nella denuncia del 2022 Carroll ha affermato di essere stata aggredita sessualmente da Trump in un grande magazzino di New York a metà degli anni ’90 e di essere stata poi diffamata dalle dichiarazioni pubbliche dell’ex presidente. Trump ha negato le accuse e ha criticato il comportamento del giudice distrettuale che aveva ammesso testimonianze di altre donne su episodi analoghi.
L’avvocata di Carroll, Roberta Kaplan, ha dichiarato che la decisione della Corte conferma il verdetto unanime della giuria, secondo cui Trump aveva aggredito e diffamato la sua assistita, e ha affermato che i tentativi di impugnazione del presidente sono falliti.
Un portavoce del team legale di Trump ha replicato che il popolo americano è al fianco del presidente nel chiedere la fine di quella che ha definito una persecuzione politica, aggiungendo che il presidente proseguirà la sua battaglia politica e giudiziaria mentre si concentra sui suoi obiettivi nazionali.
Lisa Cook resta alla Fed
Con una maggioranza di 5 contro 4, la Corte Suprema ha respinto la richiesta di rimozione immediata di Lisa Cook dalla carica di governatrice della Federal Reserve, consentendole di rimanere in carica. La decisione, firmata dal presidente della Corte John Roberts, è stata interpretata come un rafforzamento del principio di indipendenza della banca centrale.
Cook ha accolto con favore la pronuncia, sottolineando che essa riafferma il principio secondo cui la Federal Reserve deve prendere decisioni politiche basate sui dati e su un giudizio indipendente, senza interferenze politiche.
Validità dei voti per posta arrivati fino a 5 giorni dopo l’Election Day
La Corte ha inoltre confermato con voto 5 a 4 la legge del Mississippi che considera valide le schede inviate per posta purché siano state spedite entro l’Election Day, anche se materialmente arrivate agli uffici elettorali entro cinque giorni lavorativi successivi. La sentenza potrebbe influenzare altri Stati con norme simili in vista delle prossime elezioni.
L’amministrazione del presidente aveva sostenuto il ricorso contro la legge, sostenendo che il conteggio di schede ricevute dopo l’Election Day sarebbe stato lesivo dell’integrità delle elezioni federali; la Corte però ha respinto tale impugnazione.
I quattro giudici dissenzienti sono stati Samuel Alito, Clarence Thomas, Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh. Nell’opinione scritta, la giudice Amy Coney Barrett ha osservato che la scelta dell’elettore si compie al momento in cui il voto viene espresso, non quando la scheda arriva agli uffici elettorali. Il segretario di Stato del Mississippi, Michael Watson, aveva difeso la norma affermando che il requisito essenziale è che gli elettori esprimano la propria preferenza entro l’Election Day, indipendentemente dal momento in cui la scheda viene ricevuta.