Il pubblico ministero dispone l’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare per un 51enne padovano già destinatario di due ammonimenti del questore per violenza domestica, rispettivamente notificati nel mese di maggio 2026.
Nella serata di lunedì 22 giugno, la Polizia di Stato è intervenuta a seguito di una richiesta di aiuto giunta sulla linea di emergenza 113 da parte di una donna che riferiva di essere stata vittima di una violenta aggressione da parte del proprio convivente all’interno dell’abitazione familiare.
L’immediato intervento delle pattuglie dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico – Sezione Volanti della Questura di Padova ha consentito di mettere in sicurezza la vittima, ricostruire tempestivamente l’accaduto e attivare senza ritardo le procedure previste per la tutela delle vittime di violenza domestica.
All’esito dell’attività svolta dagli operatori della Polizia di Stato e delle valutazioni effettuate dall’Autorità Giudiziaria, il Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Padova ha disposto nei confronti dell’uomo la misura dell’Allontanamento d’urgenza dalla casa familiare, con contestuale divieto di avvicinamento alla persona offesa e divieto di qualsiasi forma di contatto.
L’episodio si è verificato poco dopo le ore 21.20 all’interno di un’abitazione situata in zona Guizza. La Sala Operativa della Questura riceveva una chiamata di emergenza da parte di una donna di 49 anni che, con evidente preoccupazione e forte stato di agitazione, riferiva di essere appena riuscita ad allontanarsi dalla propria abitazione dopo essere stata aggredita dal convivente nel corso di una lite domestica.
La Centrale Operativa disponeva immediatamente l’invio sul posto di una pattuglia della Sezione Volanti che raggiungeva in pochi minuti l’indirizzo segnalato. Giunti sul posto, gli agenti rintracciavano la donna all’esterno dell’abitazione, sul ciglio della strada. Gli operatori notavano immediatamente il forte stato di agitazione della stessa, apparsa particolarmente scossa per quanto accaduto pochi istanti prima.
Una volta tranquillizzata e posta in condizioni di sicurezza, la donna riferiva agli agenti che, nel corso della serata, mentre si trovava all’interno dell’abitazione insieme al convivente, era scoppiata una discussione verbale per motivi banali e riconducibili alla quotidiana convivenza. Secondo quanto ricostruito dagli operatori intervenuti, il diverbio sarebbe però rapidamente degenerato. La donna raccontava infatti che, nel corso dell’alterco, il convivente, infastidito da una risposta ricevuta, avrebbe improvvisamente perso il controllo, aggredendola fisicamente e colpendola ripetutamente alla testa con numerosi pugni. La vittima riferiva ai poliziotti di essere stata raggiunta da almeno 5 colpi sferrati al capo dall’uomo durante la fase più concitata della lite.
L’aggressione non si sarebbe però fermata alle sole percosse. Secondo il racconto della donna, infatti, l’uomo avrebbe successivamente afferrato un paio di forbici presenti all’interno dell’abitazione e, brandendole in atteggiamento minaccioso, avrebbe iniziato a rivolgerle gravi minacce. In particolare, la vittima riferiva che il convivente le avrebbe detto che gliele avrebbe conficcate in testa, generando in lei un concreto e immediato timore per la propria incolumità fisica.
Temendo che la situazione potesse ulteriormente degenerare e che le minacce potessero trasformarsi in un’aggressione ancora più grave, la donna riusciva ad approfittare di un momento favorevole per fuggire rapidamente dall’abitazione e raggiungere la pubblica via. La stessa riferiva inoltre che il convivente aveva tentato di seguirla all’esterno dell’appartamento, senza tuttavia riuscire a raggiungerla.
L’uomo faceva quindi rientro presso l’abitazione, mentre la donna, ormai in strada e in sicurezza, contattava il 113 chiedendo l’intervento della Polizia di Stato. Considerato il quadro rappresentato dalla vittima e le lesioni lamentate dalla stessa, gli agenti richiedevano immediatamente l’intervento del personale sanitario del 118 sul posto. I sanitari giungevano sul posto in breve tempo e, dopo aver prestato le prime cure, disponevano il trasporto della donna presso il Pronto Soccorso per ulteriori accertamenti.
Nel frattempo, gli operatori della Polizia di Stato procedevano all’identificazione dell’uomo e al suo accompagnamento presso gli Uffici della Questura per gli approfondimenti investigativi e gli adempimenti di rito. Parallelamente, ulteriori accertamenti venivano svolti presso il nosocomio cittadino, dove personale della Polizia di Stato raccoglieva dalla vittima un dettagliato racconto di quanto avvenuto. Nel corso dell’audizione, la donna confermava integralmente la ricostruzione già fornita agli agenti intervenuti nell’immediatezza dei fatti, ribadendo sia l’aggressione fisica sia le gravi minacce subite mediante l’utilizzo delle forbici.
L’uomo, identificato per un 51enne padovano, risultava già destinatario di due distinti provvedimenti di Ammonimento del Questore, emessi ai sensi della normativa in materia di violenza domestica. I provvedimenti erano stati adottati rispettivamente il 30 maggio 2025 e il 23 giugno 2025 a seguito di precedenti episodi riconducibili a condotte di analoga natura.
Alla luce della gravità dei fatti denunciati, delle dichiarazioni raccolte, della situazione di concreto pericolo emersa e dei precedenti provvedimenti amministrativi già adottati nei confronti dell’uomo, il Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Padova, al quale veniva dettagliatamente rappresentato l’intero quadro investigativo emerso, valutati gli elementi raccolti nell’immediatezza e ritenuti sussistenti i presupposti previsti dalla legge, disponeva l’applicazione nei confronti dell’uomo della misura dell’Allontanamento d’urgenza dalla casa familiare.
Il provvedimento veniva immediatamente eseguito dalla Polizia di Stato. Al 51enne veniva pertanto formalmente notificato il divieto di fare ritorno presso l’abitazione familiare, il divieto di avvicinarsi alla persona offesa e il divieto di contattarla con qualsiasi modalità. In particolare, veniva espressamente vietato qualsiasi contatto telefonico, telematico o mediante strumenti digitali, comprese applicazioni di messaggistica istantanea, posta elettronica, social network e ogni altro mezzo di comunicazione. Allo stesso veniva inoltre imposto il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima, compresi i percorsi, i luoghi di lavoro, di svago e quelli connessi allo svolgimento delle normali attività quotidiane.
L’intervento si inserisce nell’ambito della costante attività svolta dalla Polizia di Stato e dalla Procura della Repubblica di Padova per il contrasto alla violenza domestica e per la tutela delle vittime di maltrattamenti, minacce e aggressioni maturate all’interno delle relazioni affettive e familiari. Ancora una volta, la tempestiva richiesta di aiuto al numero di emergenza 113 e il rapido intervento delle Volanti hanno consentito di interrompere una situazione di grave pericolo, garantire immediata protezione alla vittima e attivare in tempi estremamente rapidi gli strumenti di tutela previsti dalla legge.