Scontri anti-migranti a Belfast con disordini e case incendiate

Belfast, capitale dell’Irlanda del Nord, è stata teatro di una nuova ondata di violenza e tensione dopo un grave accoltellamento avvenuto lunedì sera, attribuito a un richiedente asilo sudanese. Centinaia di manifestanti, molti con il volto coperto, sono scesi in strada provocando scontri con la polizia e atti vandalici: incendi in abitazioni, la distruzione di automobili, il rogo di un autobus e danni a un supermercato. In diversi quartieri alcune famiglie sono state evacuate per precauzione.

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Proteste a Belfast

Le proteste sono nate dopo l’arresto di un uomo sudanese di circa 30 anni accusato di tentato omicidio per aver accoltellato un residente, ferendolo gravemente al volto, al collo e alla schiena. La vittima, indicata dai media locali come Stephen Ogilvie, è ricoverata in condizioni gravi. La polizia riferisce che il sospettato era arrivato dal Sudan attraversando altri Paesi europei ed era entrato nel Regno Unito nel 2023; era stato in passato riconosciuto come rifugiato e gli era stato concesso un permesso di soggiorno.

Col passare delle ore la reazione per l’aggressione si è trasformata in una mobilitazione di natura anti-immigrazione con attacchi a case e strutture abitate da migranti. Testimonianze locali denunciato episodi a sfondo razziale e la pressione su alcune famiglie perché lasciassero le abitazioni. Negli scontri sono stati danneggiati negozi gestiti da stranieri e, secondo fonti, un negozio di alimentari mediorientale è stato dato alle fiamme.

La First Minister nordirlandese Michelle O’Neill ha condannato con fermezza le violenze, definendole atto di teppismo e sottolineando che il crimine non giustifica attacchi contro persone innocenti. Anche la sua vice, Emma Little-Pengelly, ha invitato alla calma: la violenza non risolve le cause profonde e rischia di danneggiare le stesse comunità locali.

L’episodio ha riacceso il dibattito sui controlli alle frontiere tra Repubblica d’Irlanda e Regno Unito. Il capo della polizia ha confermato che il sospettato aveva attraversato vari Paesi europei prima di raggiungere Belfast sfruttando la Common Travel Area, che consente la libera circolazione senza controlli sistematici. Esponenti conservatori e unionisti chiedono una revisione delle misure di sicurezza, sostenendo che l’attuale sistema possa essere vulnerabile.