Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che un accordo per porre fine al conflitto con l’Iran potrebbe concretizzarsi “oggi”, ma ha avvertito di non attribuire eccessivo valore alle indiscrezioni. Lasciando Nuova Delhi, ha detto ai giornalisti che sul tavolo c’e una proposta che ritiene piuttosto solida riguardo alla possibilita di riaprire lo Stretto di Hormuz, e si e detto fiducioso che l’Iran avviera negoziati concreti, significativi e a termine sul nucleare. Ha pero sottolineato che un’intesa del genere non si puo definire in poche ore o in modo improvvisato.
Rubio ha spiegato che gli Stati Uniti daranno alla diplomazia ogni opportunita di successo prima di considerare alternative. Le sue osservazioni seguono le parole del presidente Donald Trump, che ha ridimensionato le aspettative su un accordo, dicendo ai negoziatori di non affrettarsi: secondo Rubio il presidente non intende concludere un accordo negativo.
I negoziati stanno procedendo in modo ordinato e costruttivo. Trump ha detto di aver invitato i suoi rappresentanti a non accelerare la chiusura di un’intesa, osservando che il tempo e dalla loro parte. Con queste parole il presidente ha attenuato i toni e i segnali entusiastici diffusi nelle ore precedenti: al momento non c’e alcuna conferma definitiva di un’intesa imminente.
Dallo Stretto di Hormuz all’uranio: i punti chiave
Secondo quanto riportato da fonti statunitensi, e stata raggiunta una intesa di massima – descritta come memorandum d’intesa – che dovrebbe porre le basi per la fine del conflitto. L’accordo prevederebbe la riapertura dello Stretto di Hormuz, cruciale per circa il 20% del commercio petrolifero mondiale, e inizierebbe a definire il destino delle scorte di uranio iraniano arricchito al 60%. La gestione di quel materiale resta pero al centro delle trattative e non e stata ancora definita.
I dettagli sullo smaltimento o il trasferimento delle scorte di uranio devono ancora essere negoziati nella fase successiva. Il presidente Trump ha espresso l’ambizione che gli Stati Uniti possano avere il controllo del materiale, definito dal presidente come “polvere nucleare”. L’obiettivo della Casa Bianca rimane chiaro: impedire all’Iran di dotarsi di armi atomiche.
Da Teheran non sono pervenute conferme ufficiali sui contenuti in discussione. L’intesa iniziale sarebbe concepita come un quadro generale da cui sviluppare disposizioni piu tecniche e dettagliate: tali negoziati richiederanno tempo. Funzionari iraniani citati dai media hanno indicato una finestra di 30-60 giorni per discutere il programma nucleare; una fonte statunitense ha parlato di 60 giorni per definire i punti finali dell’accordo quadro.
Trump ha chiarito che il ritiro del blocco navale imposto dagli Stati Uniti avverra solo dopo la firma di un accordo. L’intesa prevedrebbe il ripristino della libera navigazione nello Stretto di Hormuz, con un allentamento progressivo del blocco in funzione della verifica degli impegni iraniani. In sostanza, la cornice proposta lega le ricompense alla verifica del rispetto degli accordi: nessuna consegna di materiale o fondi se Teheran non adempie agli obblighi concordati.
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