Cristina Guarda, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, definisce “inaccettabile” che, mentre molti agricoltori faticano a chiudere i bilanci e le piccole realta produttive scompaiono, decine di milioni di euro di sussidi europei finiscano nelle mani di una tra le famiglie piu ricche e autoritarie del pianeta. L’inchiesta di DeSmog mette in luce un paradosso: la Politica Agricola Comune (Pac) sembra essere diventata una fonte di finanziamento per regimi legati ai fossili e per fondi sovrani extra-Ue, rivelando che oltre 71 milioni di euro di fondi Pac sono stati erogati a societa riconducibili alla famiglia reale Al Nahyan degli Emirati Arabi Uniti.
Secondo Guarda, l’indagine mostra come, tra il 2019 e il 2024, una rete di filiali in Romania, Spagna e Italia abbia permesso al fondo sovrano degli Emirati di incanalare risorse pubbliche europee verso la produzione di foraggio e altri prodotti destinati principalmente all’esportazione nel Golfo, anziche a garantire la sovranita alimentare europea.
In Italia, aggiunge, societa come Unifrutti, con sede in Veneto, a Padova, acquisite da fondi emiratini, hanno beneficiato di consistenti finanziamenti pubblici. Questo avviene perche l’attuale sistema di pagamenti basato sulla superficie tende a favorire i grandi latifondi.
Guarda parla di una situazione prossima al monopolio. Come segnalato da agricoltori in Catalogna e Romania, grandi operatori come Al Dahra controllano estensioni tali da poter condizionare i prezzi: o i piccoli produttori accettano le condizioni imposte, o vengono esclusi dal mercato.
Mentre i cittadini europei affrontano l’aumento dei prezzi alimentari, prosegue Guarda, si sta consentendo che risorse agricole europee vengano utilizzate da investitori che esportano gran parte del raccolto al di fuori dell’Unione.
Guardando al futuro, sottolinea l’eurodeputata, con il dibattito sulla Pac post-2027 alle porte e necessario introdurre un tetto massimo ai pagamenti per azienda, garantire trasparenza totale sui beneficiari effettivi e riallocare risorse verso le piccole imprese e le pratiche agroecologiche. Le terre europee devono servire a nutrire la popolazione e a proteggere la biodiversita, conclude Guarda.
