Iran, Trump’s NATO threats and Talo’s call for Western unity

In un momento complesso per la Nato, e fondamentale <>, perche questo interesse e comune sia agli europei sia agli Stati Uniti, come ripetono con insistenza il governo italiano, la premier Giorgia Meloni, e il ministro Antonio Tajani. Non e la prima volta che il presidente Donald Trump minaccia di lasciare l’Alleanza: servono <>, perche spesso si finisce per commentare posizioni che non saranno definitive. Cosi si esprime all’Adnkronos l’ex Rappresentante permanente dell’Italia alla Nato, Francesco Talo.

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L’ambasciatore invita a non trarre conclusioni affrettate dopo le ultime dichiarazioni del presidente americano sulla Nato: l’ipotesi che gli Usa possano abbandonare l’Alleanza e, secondo lui, piu una <<tigre di carta>> che una possibilita immediata.

Talo ricorda innanzitutto che, per gli Stati Uniti, uscire dalla Nato non e semplice: il Congresso ha un ruolo decisivo nel sistema dei controlli e dei contrappesi. Per abbandonare l’Alleanza sarebbe infatti necessario passare per il Parlamento americano, dove oggi non esiste una maggioranza favorevole a tale scelta e dove prevale una solida posizione pro-Nato, sostenuta anche da molte componenti del Partito repubblicano.

‘Noi europei dobbiamo fare compiti a casa’

Talo cita anche un commento di Mike Pompeo, ex segretario di Stato con Trump, che ricorda l’importanza della Nato per gli Stati Uniti, segnalando come il tema sia presente nel dibattito interno americano.

Allo stesso tempo, osserva l’ambasciatore, <>: oltre a osservare le mosse dell’amministrazione americana, e necessario farsi carico in modo piu equilibrato degli oneri della difesa. L’articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico resta centrale e finora ha funzionato bene, assicurando pace e deterrenza; tuttavia non si puo pensare che tutto l’onere ricada su una sola parte.

Il tema della ripartizione degli oneri, il cosiddetto burden sharing, non e stato introdotto solo da Trump e non e presentato sempre nello stesso tono: anche altri presidenti precedenti lo hanno sollevato – ricorda Talo citando l’etichetta di <<scrocconi>> usata da Barack Obama – ma la questione risale alle origini stesse della Nato.

‘L’hanno voluta gli europei, spesso ce lo dimentichiamo’

Va ricordato che la Nato ha svolto un ruolo importante per gli interessi e la posizione globale degli Stati Uniti, ma e nata soprattutto per la sicurezza dell’Europa: sono gli europei, subito dopo la Seconda guerra mondiale, ad aver voluto l’Alleanza per evitare un ritiro americano simile a quello seguito alla Prima guerra mondiale.

E noto il vecchio detto che sintetizza le ragioni storiche della Nato: tenere gli americani dentro, i sovietici (all’epoca) fuori e i tedeschi sotto controllo. Sebbene la situazione sia cambiata nel tempo, soprattutto per la Germania, il ruolo degli Stati Uniti e della Russia rimane decisivo. All’epoca l’ingresso americano nell’Alleanza fu il risultato di una decisione non scontata e non facile da ottenere in Congresso.

L’idea che gli Stati Uniti avrebbero sostenuto inizialmente i costi dell’Alleanza e che gli europei avrebbero progressivamente aumentato il proprio contributo e parte del DNA della Nato: il concetto di burden sharing e insito nella sua storia.

‘Non c’e maggior pericolo che la divisione dell’Alleanza’

Secondo Talo, la ricetta per procedere e chiara: evitare la divisione interna. <>.

Va inoltre ricordato che la Nato e, per definizione, un’alleanza nordatlantica con una delimitazione geografica. E giusto che abbia una visione strategica globale – oggi l’approccio si estende anche all’Indo-Pacifico – ma operativamente la sua area di competenza e delimitata.

Il Golfo, osserva l’ambasciatore, non rientra nell’area di competenza tipica della Nato; cio non impedisce pero cooperazioni con altri partner occidentali per difendere interessi e valori condivisi, purche non si confonda tale cooperazione con il mandato formale della Nato.

‘Articolo 5 usato solo una volta, per aiutare Usa’

Talo ricorda che l’articolo 5 e stato invocato una sola volta, dopo l’11 settembre 2001, e fu applicato per rispondere a un’aggressione contro gli Stati Uniti piu che all’Europa. Anche in quella circostanza l’Europa mostro immediata solidarieta.

Per l’ex rappresentante permanente, e quindi necessario impegnarsi con costanza per l’unita dell’Occidente, come fanno il governo italiano e i suoi rappresentanti. E un obiettivo difficile ma cruciale per gli interessi europei.

Riguardo al riarmo tedesco, favorito anche dalla clausola nazionale nel piano ReArmEu di Ursula von der Leyen, Talo osserva che i Paesi rafforzano la propria difesa in base alla propria dimensione e capacita economica: la Germania, avendo maggior peso industriale e fiscale, puo e deve fare di piu, e questo non dovrebbe essere motivo di contraddizioni.

‘Fare massa critica, creare gruppi transeuropei nella difesa’

Per Talo e fondamentale creare massa critica nell’industria europea della difesa: servono meno gelosie nazionali e piu aggregazioni transeuropee. Un esempio positivo e la joint venture italo-tedesca Leonardo-Rheinmetall per veicoli militari.

Anche il graduale ritorno del Regno Unito nel quadro politico e della sicurezza europeo e visto positivamente, dato che il Regno Unito resta un attore chiave nella Nato e favorisce collaborazioni industriali con partner come l’Italia e la Germania.

Su scala globale, il progetto Gcap (Global Combat Air Programme), che coinvolge Regno Unito, Giappone e Italia, e un esempio rilevante: la <> di globale indica la volonta di una cooperazione che unisca europei e giapponesi e potenzialmente altri partner come la Germania.

‘Groenlandia brutto momento, non sono certo sia del tutto superato’

Sull’ipotesi di una deterrenza nucleare europea, Talo ricorda l’esistenza del Trattato di non proliferazione, sottoscritto dalla maggior parte dei Paesi europei salvo Francia e Regno Unito. In teoria un progetto del genere e pensabile, ma richiederebbe un grande lavoro politico e maturazione; oggi la condivisione nucleare e in parte affidata agli Stati Uniti e la Francia offre alternative, mentre la sovranita nazionale rende inevitabile che gli armamenti restino in larga misura nazionali.

Talo ammette di aver temuto per l’unita della Nato soprattutto durante la vicenda della Groenlandia, un episodio difficile che in parte e stato superato ma potrebbe non essere del tutto chiuso. La Nato puo diventare la prima vittima di tensioni transatlantiche, il che sarebbe grave, ma puo anche essere lo strumento per risolverle, se si trovano soluzioni condivise in cui gli Stati Uniti, come azionista di maggioranza, restano protagonisti.

L’ambasciatore conclude ricordando che la Nato e un contesto in cui gli Stati Uniti agiscono <>: possono criticarla, ma ne traggono vantaggio e ne comprendono il funzionamento. All’interno dell’Alleanza si percepisce un’uguaglianza formale tra i membri, ma il peso americano rimane particolare e determinante.