Donald Trump sta considerando di ridurre l’impegno militare degli Stati Uniti nella crisi con l’Iran. Ha affermato che, una volta risolta la minaccia, lo Stretto di Hormuz dovrebbe essere sorvegliato dai Paesi che lo utilizzano. Per la prima volta in modo esplicito dopo tre settimane di scontri iniziati con gli attacchi del 28 febbraio, il presidente ha parlato di un possibile primo ritiro: “Ci stiamo avvicinando sempre di piu al raggiungimento dei nostri obiettivi mentre valutiamo la graduale riduzione dei nostri enormi sforzi militari in Medio Oriente in relazione al regime terroristico iraniano”, ha scritto su Truth Social. La dichiarazione, pero, sembra contraddire alcuni segnali sul terreno: il Pentagono sta infatti trasferendo almeno 2.200 Marines e piu navi nell’area, movimenti che non suggeriscono un ritiro immediato.
Secondo Trump, la missione militare e sostanzialmente compiuta. Ha dichiarato: “Posso dire che abbiamo vinto a livello militare. Possiamo dialogare, ma non voglio un cessate il fuoco. Non si fa un cessate il fuoco quando si sta annientando completamente l’altra parte.” Ha poi elencato una serie di affermazioni sulle capacita iraniane distrutte e sui leader sconfitti, ripetendo che al momento non ci sarebbe interlocutore con cui negoziare.
Obiettivi dichiarati dall’operazione
Nel suo post Trump ha elencato cinque obiettivi che, a suo avviso, l’operazione “Epic Fury” avrebbe raggiunto: 1) demolire le capacita missilistiche iraniane e i relativi sistemi di lancio; 2) colpire la base industriale della difesa iraniana; 3) neutralizzare la Marina e l’Aeronautica, inclusi i sistemi di difesa aerea; 4) impedire all’Iran di avvicinarsi a una capacita nucleare e mantenere la possibilita per gli Stati Uniti di rispondere rapidamente a qualsiasi sviluppo; 5) proteggere al massimo i partner regionali, fra cui Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait e altri. Nel suo elenco non e stato menzionato esplicitamente un cambiamento di regime. Di fronte a telecamere e microfoni, Trump ha ironizzato sul fatto che molti leader iraniani sarebbero stati eliminati e che, per questo motivo, non ci sarebbe piu nessuno con cui trattare.
Lo Stretto di Hormuz: responsabilita e ruolo degli altri Paesi
Trump ha poi affrontato la questione dello Stretto di Hormuz, via di transito fondamentale per il petrolio che, ha detto, risulterebbe di fatto bloccata dall’Iran con conseguenze significative sui mercati. Gli Stati Uniti hanno ottenuto l’uso di basi britanniche e potrebbero intervenire a breve per riaprire la rotta, secondo quanto suggerito dai movimenti navali e militari nella regione. Ha affermato che, una volta eliminata la minaccia iraniana, lo Stretto dovrebbe essere sorvegliato e controllato dalle nazioni che lo utilizzano, precisando che gli Stati Uniti “non lo usano” direttamente e che assisterebbero altri Paesi se richiesto. Ha definito l’eventuale operazione militare per garantire la sicurezza del traffico come semplice, dal suo punto di vista.
Tra i Paesi che, secondo Trump, dovrebbero partecipare alla sorveglianza ci sono alleati della NATO – che in precedenza aveva criticato per il loro sostegno giudicato insufficiente – oltre a Cina e Giappone. Ha detto che sarebbe auspicabile la partecipazione di Pechino e Tokyo e ha osservato che, mentre gli Stati Uniti possono non avere bisogno di essere direttamente coinvolti, Europa, Corea del Sud, Giappone, Cina e altri Paesi hanno interesse a garantire la libera circolazione nello Stretto e pertanto dovrebbero farsi coinvolgere.
