Iran conflict strands three Roman families in Seychelles with exorbitant flight fares

Tre famiglie romane, in tutto un gruppo di 12 persone di cui sei minori tra i 3 e i 17 anni, sono rimaste bloccate alle Seychelles dal 28 febbraio. Il loro volo, con scalo ad Abu Dhabi, e stato cancellato in seguito all’escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. A raccontare la vicenda ad Adnkronos e Claudia Marino.

Dopo la cancellazione del volo e cominciata la ricerca di un alloggio e il tentativo di riprogrammare il ritorno in Italia. In prima battuta, la sera del 28 febbraio, la famiglia ha trovato una sistemazione temporanea messa a disposizione da una famiglia locale, ma ha dovuto lasciarla quando sono arrivati altri turisti e si e dovuto cercare nuovamente un posto dove dormire.

Riprogrammare il volo si e rivelato molto difficile. I biglietti erano stati acquistati con Etihad per la tratta verso Abu Dhabi e con Air Seychelles per il collegamento fino a Mahe; secondo la famiglia, Air Seychelles non ha fornito assistenza ne messo in contatto con Etihad, e non e stato possibile parlare con operatori Etihad ne via email ne per telefono. Una persona in Italia e riuscita a prenotare provvisoriamente un volo per il 9 marzo, poi sospeso. Le opzioni migliori richiedono rimborsi e l’acquisto di nuovi biglietti su rotte alternative, ma i prezzi sono molto elevati. Dopo quasi una settimana di ricerche, tramite un’agenzia italiana la famiglia ha comprato un volo per il 12 marzo con scalo in Etiopia al costo di 4.800 euro per quattro persone; altre soluzioni proposte raggiungevano anche gli 8.000 euro, oltre alle spese aggiuntive per vitto e alloggio sostenute durante il soggiorno forzato.

La Farnesina ha risposto che la priorita e per chi si trova in aree di guerra e ha indicato di rivolgersi alle compagnie aeree; la famiglia pero afferma di non essere mai riuscita a parlare direttamente con il vettore. L’ambasciata italiana a Nairobi si e proposta di concedere un prestito per coprire le spese impreviste, con successivo rimborso. La famiglia si dice costretta a rimanere sull’isola e preoccupata per i figli minorenni che devono tornare a scuola. Anche le altre famiglie del gruppo sono alla ricerca di soluzioni per rientrare in Italia.