Israele occuperà Gaza City, ok a piano Netanyahu. Onu: “Si fermi subito”

Approvato oggi, venerdì 8 agosto, il piano del premier Benjamin Netanyahu di prendere il controllo militare di Gaza City. Il via libera, arrivato dal gabinetto di sicurezza israeliano dopo una riunione andata avanti per più di dieci ore, prevede di procedere al disarmo di Hamas con la liberazione degli ostaggi, circa 50 ancora nella Striscia. Ma sono in molti, a partire dall’esercito israeliano, a condividere questa linea.

Onu: “Israele si fermi subito”

Il piano del governo israeliano “con l’obiettivo di prendere il controllo militare completo della Striscia di Gaza occupata deve essere fermato immediatamente”, ha affermato in una dichiarazione l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk. Il piano approvato nelle scorse ore dal gabinetto di sicurezza israeliano “va – secondo Turk – contro la decisione della Corte internazionale di giustizia secondo cui Israele deve porre fine alla sua occupazione il prima possibile, contro la realizzazione della soluzione a due stati concordata e i diritti dei palestinesi all’autodeterminazione”.

Merz annuncia sospensione fornitura armi a Israele

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, dopo la decisione di Israele su Gaza City, ha annunciato una sospensione delle esportazioni verso Israele di equipaggiamento militare che potrebbe essere usato nella Striscia di Gaza. La decisione arriva dopo l’annuncio dell’espansione dell’operazione nell’enclave palestinese, decisa dal gabinetto di sicurezza israeliano.

“L’azione militare ancora più dura dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza, approvata ieri sera dal governo israeliano, rende sempre più difficile, dal punto di vista del governo tedesco, ravvisare come raggiungere gli obiettivi”, ha affermato. “Il governo tedesco rimane profondamente preoccupato per le perduranti sofferenze della popolazione civile nella Striscia di Gaza”.

Dopo “i giusti passi compiuti negli ultimi giorni”, Israele deve continuare a migliorare in modo totale e sostenibile la situazione umanitaria a Gaza, ha chiesto Merz per il quale inoltre non dovrebbero essere intraprese ulteriori azioni in direzione di un’annessione della Cisgiordania.

La reazione di Hamas

Hamas ha avvertito il governo israeliano che prendere il controllo di Gaza City equivarrebbe a “sacrificare” gli ostaggi ancora trattenuti nel territorio palestinese. “La decisione di occupare Gaza conferma che il criminale Netanyahu e il suo governo nazista non si preoccupano della sorte dei loro prigionieri”, ha affermato il gruppo aggiungendo: “Sanno bene che estendere l’aggressione significa sacrificarli”.

Cosa prevede il piano

Secondo una dichiarazione dell’ufficio del primo ministro israeliano, quanto approvato – “a maggioranza” – prevede la garanzia di “assistenza umanitaria per la popolazione civile fuori dalle zone di combattimento” e la smilitarizzazione della Striscia di Gaza con “il controllo della sicurezza da parte di Israele” nell’enclave palestinese in cambio della fine della guerra, che va avanti da 22 mesi, dall’attacco del 7 ottobre 2023 in Israele.

Il piano prevede anche che il territorio sia governato da “un’amministrazione civile alternativa, né Hamas né l’Autorità palestinese”. Secondo la tv N12, che cita un ufficiale di alto grado, l’operazione autorizzata nelle ultime ore riguarderebbe solo Gaza City. E stando alle notizie gli abitanti dell’area saranno costretti al trasferimento in campi per sfollati nel centro di Gaza entro l’inizio di ottobre.

Secondo l’ufficio di Netnayahu, le forze israeliane (Idf) “si prepareranno a prendere il controllo di Gaza City distribuendo aiuti umanitari alla popolazione civile fuori dalle zone di combattimento”. “Il gabinetto di sicurezza, a maggioranza, ha adottato – si legge – i cinque principi per concludere la guerra: il disarmo di Hamas, il ritorno di tutti gli ostaggi, i vivi e i deceduti, la smilitarizzazione della Striscia di Gaza, il controllo di sicurezza israeliano nella Striscia di Gaza, l’istituzione di un’amministrazione civile alternativa che non sia né Hamas né l’Autorità palestinese”.

In una dichiarazione Israele si riferisce solo alla “conquista di Gaza City e non all’occupazione dell’intera Striscia di Gaza“, come Netanyahu aveva detto essere il suo piano. Gaza City, evidenzia ancora il Times of Israel, è parte del 25% della Striscia che le Idf “devono ancora conquistare, insieme a diversi campi rifugiati nel centro di Gaza” e “non è chiaro” cosa ne sarà nell’ambito del piano autorizzato per le aree “non conquistate” fuori da Gaza City. Secondo il giornale, la decisione di sottolineare nella dichiarazione la zona di Gaza City, dove vivono circa 800.000 palestinesi, indica che sarà un piano graduale e che almeno comincerà da qui.

Perché l’Idf sono contrarie

Il gabinetto di sicurezza ha approvato il piano ignorando gli avvertimenti delle Forze di Difesa israeliane secondo cui l’operazione metterebbe a rischio la vita degli ostaggi rimasti, oltre a poter scatenare un disastro umanitario.

Israele afferma di controllare attualmente il 75% della Striscia, mentre l’Idf ha in gran parte evitato di entrare nel restante 25% – che comprende principalmente la città di Gaza e i campi profughi nella parte centrale di Gaza – poiché ritiene che la maggior parte degli ostaggi sia tenuta prigioniera in quella zona. Hamas ha minacciato di giustiziare gli ostaggi se le truppe israeliane si fossero avvicinate e lo ha già fatto durante tutta la guerra.

La reazione dei parenti degli ostaggi

Dura reazione del Forum dei parenti degli ostaggi e dei dispersi al via libera al piano. “La decisione – si legge in una dichiarazione diffusa su X – di puntare all’occupazione della Striscia significa abbandonare gli ostaggi, ignorando completamente i ripetuti allarmi dei vertici militari e il desiderio chiaro della maggior parte dell’opinione pubblica in Israele”.

L’accusa al governo Netanyahu è di “portarci verso una catastrofe colossale, sia per gli ostaggi che per i nostri soldati”. Ma comunque, per il Forum, “non è troppo tardi” e “la popolazione di Israele può e deve fermare questo corso pericoloso”. “L’unico modo per riportare gli ostaggi a casa – concludono – è un accordo complessivo. Niente più guerra inutile. Non resteremo a guardare. Chiediamo un accordo generale ora”.

A Gaza sono ancora detenuti 50 ostaggi, 20 dei quali si ritiene siano ancora in vita. Gli ostaggi fanno parte delle 251 persone rapite durante l’attacco guidato da Hamas contro il sud di Israele il 7 ottobre 2023, in cui sono state uccise circa 1.200 persone.

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