PSR. COLDIRETTI VENETO: PRONTO L’ULTIMO BANDO PER NEO AGRICOLTORI

PSR. COLDIRETTI VENETO: PRONTO L’ULTIMO BANDO PER NEO AGRICOLTORI

Veneto ai primi posti per capacita’ di spesa, ma le risorse del psr non bastano per il potenziale regionale

3mila progetti intrapresi dagli under40 e oltre 4mila aziende agricole che hanno realizzato investimenti con il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) portano il Veneto tra le migliori regioni d’Italia in capacità di spesa in agricoltura. Lo rivela Coldiretti in base allo stato di avanzamento dell’intera programmazione che conta, a livello regionale, una disponibilità di oltre un miliardo di euro totali. Dal 2014 al 2020 migliaia di neo imprenditori ed altrettante imprese agricole hanno presentato istanza per introdurre soluzioni innovative, applicazioni tecnologiche con una spesa media di 160 mila euro. Iniziative imprenditoriali che hanno ammodernato  un settore tradizionale sempre più performante rispetto alle nuove sfide del mercato.   Imminente la presentazione dell’ultimo bando per l’insediamento dei giovani in campagna –annuncia Coldiretti Veneto –  che secondo le previsioni aggiungerà altre centinaia di nuovi agricoltori. Tutto questo  mentre le aziende agricole che hanno avuto accesso ai fondi per diversificare stanno completando le operazioni di avvio delle attività approvate. Un circuito virtuoso – spiega Coldiretti Veneto – che vede nel modello di sussidiarietà sviluppato grazie alla presenza capillare dei Caa (Centri di Assistenza Agricola) la giusta via per la sburocratizzazione del settore. C’è da segnalare anche la straordinarietà del ristoro rivolto alle imprese maggiormente colpite dal lock down primaverile: lo stanziamento di 23milioni di euro è attualmente in fase di assegnazione – precisa Coldiretti Veneto.  “I numeri delle pratiche per accedere ai contributi esprimono una classe di imprenditori agricoli qualificata – sostiene Daniele Salvagno presidente di Coldiretti Veneto –  data dal titolo di studio, laurea o diploma in agraria,  dalla qualità e certificazione delle produzioni: a denominazione o biologica, ma le risorse disponibili impediscono ad una miriade di altre realtà agricole di essere finanziate e di fare il salto imprenditoriale”. Significa – dice Salvagno-  che non sono più sufficienti gli stanziamenti europei del Psr. La centralità dell’agricoltura è stata testimoniata nella fase dell’emergenza sanitaria come volano economico ed occupazionale. Tuttora, nonostante il contesto difficile, le aziende agricole spingono con nuove progettualità, mettendo in campo innovazione e soluzioni aperte ai servizi alla collettività. ​Coldiretti ricorda che nel periodo caratterizzato dalla pandemia ben 1700 imprese agricole hanno continuato ad investire per migliorare la produzione, insediando 424 neo imprenditori. “Un fenomeno cha va seguito con attenzione con politiche per l’agroalimentare all’altezza del potenziale manifestato dagli operatori  –  conclude Salvagno – Servono segnali di giustizia ed equità evitando di abbassare la guardia verso le grandi lobby che controllano la catena alimentare. Trasparenza e regole chiare, inoltre, daranno dignità ad un comparto che mette in sicurezza milioni di cittadini e consumatori”.

(Coldiretti Padova)

Please follow and like us:
Pin Share