Crans Montana, la Svizzera si farà carico delle spese sanitarie per le cure dei giovani italiani. Meloni: “Nessun onere sulle famiglie”

Il Consiglio federale svizzero ha deciso di rinunciare, in via eccezionale, a chiedere il rimborso delle spese sanitarie sostenute per le vittime dell’incendio di Capodanno a Crans‐Montana assicurate in Italia. Secondo quanto riferito dall’agenzia Ats, la misura riconosce l’impatto grave dell’evento e il sostegno ricevuto dall’Italia durante la gestione della tragedia. Il governo indica che dodici persone assicurate in Italia sono state curate in strutture svizzere prima del trasferimento negli ospedali italiani, mentre una persona assicurata in Svizzera ha ricevuto cure in Italia.

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha reso noto su X che il ministro degli Esteri svizzero Ignazio Cassis gli ha comunicato la decisione: la Svizzera si farà carico delle spese per le cure dei giovani italiani coinvolti nella tragedia. Tajani ha definito il gesto «una grande solidarietà e vicinanza», ringraziando la Svizzera e Cassis a nome del Governo e del popolo italiano.

Il Ministro degli Esteri @ignaziocassis mi ha comunicato che la Svizzera si farà carico delle spese per le cure sanitarie dei giovani italiani coinvolti nella tragedia di Crans‐Montana. È un gesto di grande solidarietà e vicinanza, che apprezziamo profondamente, come Governo e come popolo italiano. Di fronte a una tragedia che ha spezzato vite e segnato il futuro di tanti ragazzi innocenti, la solidarietà concreta e la collaborazione tra Paesi assumono un valore ancora più importante. Alla Svizzera e all’amico Cassis va il mio sincero ringraziamento.

— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) November 4, 2026

Anche la premier Giorgia Meloni ha commentato la decisione, esprimendo vicinanza alle famiglie delle vittime e ai ragazzi feriti, e riconoscendo la dignità con cui stanno affrontando il dolore. In una nota di Palazzo Chigi ha sottolineato che il Governo italiano resterà al loro fianco e ha manifestato «grande soddisfazione» per la scelta svizzera, precisando che nessun onere economico ricadrà sulle famiglie o sull’Italia.

Le reazioni delle famiglie dei feriti italiani

La notizia della rinuncia al rimborso è stata accolta con sollievo e apprezzamento da alcune famiglie. Loretta Arapi, madre di Leonardo Bove, uno dei ragazzi feriti nel rogo del locale Le Constellation a Crans‐Montana, ha dichiarato all’Adnkronos di essere «molto felice» della decisione, ritenendola giusta.

Stefano Nota, padre di Francesca Nota — gravemente ferita nell’incendio — ha commentato che la scelta svizzera dimostra buon senso e potrebbe essere anche legata alla necessità di tutelare l’immagine e il settore turistico in vista della stagione sciistica. Nota ha anche ricordato le presunte responsabilità dell’amministrazione comunale per controlli mancati e ha sottolineato il lungo percorso di cure ancora in corso per la figlia.

Umberto Marcucci, padre di un altro giovane ferito, ha riferito che nelle chat tra familiari il provvedimento è stato accolto positivamente. Marcucci ha spiegato che la decisione era attesa dopo contatti con l’ambasciata svizzera e le autorità, e che ora le famiglie guardano con attenzione al tema più ampio del risarcimento dei danni. Ha citato la preoccupazione per la gestione delle risorse a livello comunale — con l’ipotesi di accantonamenti nel bilancio cittadino — e per la richiesta avanzata dall’avvocato Romain Jordan di un commissariamento del Comune di Crans‐Montana. Secondo Marcucci, i danni complessivi stimati sono molto elevati e, senza adeguate risorse per risarcire le vittime, si rischierebbe un’ulteriore ingiustizia.

Cosa ha deciso la Svizzera

Il Consiglio federale precisa che il costo delle cure fornite in Svizzera ammonta a circa 1,5 milioni di franchi (circa 1,6 milioni di euro). Il governo ricorda inoltre che, nell’ambito delle proprie competenze costituzionali in politica estera, può erogare aiuti finanziari occasionali anche senza una base legale specifica. L’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) tra Svizzera e Unione europea disciplina invece, in via generale, la modalità di copertura dei costi sanitari tra Paesi: di norma ciascun Paese sostiene le spese per assicurati del proprio sistema che hanno ricevuto cure all’estero, ma l’accordo prevede la possibilità di deroghe da parte degli Stati contraenti.

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