Il ministro della Difesa britannico Wes Streeting ha avvertito oggi a Bruxelles dei rischi legati a misure protezionistiche, mentre l’Unione Europea promuove il “made in Europe”, anche nel settore degli armamenti, in vista di un vertice bilaterale. Secondo Streeting, il “made in Europe” non deve “trasformarsi in un protezionismo controproducente”, ha detto alla stampa accanto all’Alta Rappresentante dell’Ue Kaja Kallas.
Con il vertice tra i leader del Regno Unito e dell’Ue fissato il 20 novembre a Bruxelles, Londra teme di essere la principale parte svantaggiata dalle proposte dell’Unione volte a favorire la produzione europea in diversi settori, dall’automotive alla difesa.
Al vertice del 20 novembre i leader discuteranno di un riavvicinamento reciproco e tra i punti all’ordine del giorno figura anche la possibilità di coinvolgere il Regno Unito nelle iniziative legate al “made in Europe”.
Mercoledì i rappresentanti dei 27 Stati membri esamineranno una bozza di dichiarazione congiunta che dovrebbe essere adottata al termine del vertice.
Il dibattito ha preso slancio dopo l’accordo tra Parigi e Berlino raggiunto due settimane fa nel settore automobilistico, che introduce criteri più rigorosi per la “preferenza europea”. Il meccanismo impone alle imprese che ricevono fondi pubblici di approvvigionarsi di componenti prodotti in Europa o in paesi partner designati.
Il Regno Unito punta a rientrare tra questi Paesi partner, pur non essendo questa una questione ufficialmente inserita nell’ordine del giorno del prossimo vertice.
Londra e i vertici dell’Ue auspicano di chiudere intese su più fronti, tra cui il commercio di prodotti alimentari e bevande, la mobilità dei giovani e lo scambio di quote di emissione, in occasione dell’incontro del 20 novembre. Bruxelles spera in progressi soprattutto per facilitare l’accesso degli studenti Ue alle università britanniche a costi ridotti. Streeting è inoltre atteso oggi a Berlino per incontrare il suo omologo tedesco, il ministro della Difesa Boris Pistorius.