Renzi e Philippe: perché una vittoria di Le Pen danneggerebbe l’Europa

Il senatore ed ex presidente del Consiglio Matteo Renzi e l’ex primo ministro francese, sindaco di Le Havre, Édouard Philippe hanno avvertito che una vittoria di Marine Le Pen alle prossime presidenziali potrebbe avere conseguenze negative sull’integrazione europea. I due hanno rilasciato dichiarazioni questa mattina a margine del congresso ‘World in Progress’, in corso fino a domani al Palau de Congressos de Catalunya a Barcellona.

Philippe, che si candida alle elezioni del 2027, ha denunciato un’«italianizzazione» della politica francese: secondo lui il Paese ha perso stabilità per la frammentazione in tre blocchi distinti che faticano a collaborare tra loro.

Ha inoltre messo in guardia sul fatto che sia l’estrema destra sia la sinistra radicale avanzano proposte che, pur non dichiarando esplicitamente l’intento di rompere con l’Unione europea — cosa impopolare tra gli elettori — potrebbero comunque portare a un indebolimento o a uno smantellamento dell’Europa come progetto condiviso.

Renzi ha osservato che se il centro francese rimanesse diviso aumenta il rischio che Marine Le Pen si trovi a contendere la presidenza con Jean‐Luc Mélenchon, leader di France Insoumise. Al contrario, secondo Renzi, un centro unito potrebbe presentare un candidato capace di battere la Le Pen.

Renzi ha inoltre previsto che il presidente statunitense Donald Trump «perderà le elezioni di metà mandato» in programma domani e ha ipotizzato che, dopo il voto, il Partito Democratico concentri l’attenzione sugli esponenti più vicini a Trump.

Ha però aggiunto che è poco probabile un cambiamento sostanziale nel comportamento di Trump verso l’Europa, poiché ritiene che «Trump resterà Trump» nelle sue posizioni e nel suo modo di agire.

Philippe ha sottolineato che l’obiettivo di Trump sarebbe quello di frammentare l’Europa, per impedire che si presenti come interlocutore unico, e ha accostato questa dinamica a interessi analoghi attribuiti al presidente russo Vladimir Putin. Per questo, ha detto, anche qualora i rapporti con gli Stati Uniti migliorassero in futuro, l’Europa non deve rinunciare a costruire la propria sovranità.

Sulle proteste dei giovani registrate in diversi Paesi europei, in particolare in Francia, Philippe ha richiamato la necessità di ascoltare e comprendere il malcontento e le preoccupazioni delle nuove generazioni.

Renzi ha rimarcato che l’Europa è «soffocata dalla burocrazia» e ha insistito sull’urgenza di restituire speranza e prospettive concrete ai giovani.