9 clienti su 10 identificati sono risultati gravati da precedenti penali e di polizia. Il locale già destinatario di precedenti provvedimenti di sospensione per 45 e 75 giorni, beneficiava della sospensiva del TAR per rimanere aperto nonostante i provvedimenti succedutisi.
Nella mattinata di mercoledì 20 ottobre, i poliziotti della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura di Padova hanno dato esecuzione al provvedimento adottato dal Questore della provincia di Padova, Marco Odorisio, che ha disposto, ai sensi dell’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, la sospensione per 60 giorni della licenza di somministrazione di alimenti e bevande relativa a un bar situato in città.
La gravità del provvedimento è l’epilogo di una vicenda che riassume vecchi e nuovi fatti da ultimo verificatisi, ma anche una vicenda giudiziaria che si trascina da mesi di fronte al TAR Veneto.
Il provvedimento, ultimo, è stato adottato a seguito di una attività di Polizia Giudiziaria basata su accertamenti che hanno documentato una situazione di grave pregiudizio per l’ordine e la sicurezza pubblica, riconducibile alla presenza abituale nell’esercizio di soggetti gravati da precedenti penali e di polizia, nonché a episodi di spaccio di sostanze stupefacenti.
In particolare, lo scorso 8 ottobre, nel corso di un controllo effettuato all’interno del locale, i militari dell’Arma hanno proceduto all’arresto di un cittadino italiano che, alla vista degli operanti, ha tentato di darsi alla fuga, gettando a terra due quantitativi di sostanza stupefacente, risultati essere 3,58 grammi di hashish e 0,75 grammi di cocaina, detenuti ai fini di spaccio.
Il successivo controllo delle persone presenti nell’esercizio ha consentito di identificare dieci avventori, nove dei quali sono risultati gravati da precedenti penali e/o di polizia per reati contro la persona, contro il patrimonio, in materia di armi e, in particolare, per violazioni della normativa sugli stupefacenti.
Tra questi, sei soggetti, compreso l’uomo arrestato, erano già stati controllati in precedenti occasioni all’interno dello stesso esercizio ed erano gravati da precedenti, soprattutto in materia di sostanze stupefacenti. Tale circostanza ha confermato la presenza di una clientela abituale caratterizzata da profili di significativa pericolosità sociale.
Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato come il pubblico esercizio fosse già stato in passato teatro di reiterati episodi di violenza e di attività di spaccio di sostanze stupefacenti, venendo utilizzato da alcuni avventori quale luogo di aggregazione e punto di riferimento per la conduzione di attività illecite.
La situazione riscontrata assume particolare rilievo anche alla luce dei precedenti provvedimenti di sospensione della licenza adottati nei confronti dello stesso locale ai sensi dell’art. 100 T.U.L.P.S.
Il 21 marzo 2025 era stata disposta la chiusura per 45 giorni, misura nonostante la quale sono proseguiti i fenomeni di illegalità e insicurezza.
Infatti il 10 giugno 2026 era stato adottato un ulteriore provvedimento di sospensione per 75 giorni ed, a fronte di ricorso presentato dinnanzi al TAR, la Questura, ottemperando alla decisione del Giudice Amministrativo, ha rideterminato in giorni 45 la sospensione, con atto notificato al gestore in data 30 settembre 2026, con il titolare del bar che ha riaperto il locale beneficiando della sospensiva in attesa della definizione nel merito del ricorso.
Pertanto il titolare dell’esercizio, che allo stato ha continuato a tenere aperto il bar, ha dimostrato di non aver elevato gli standard di sicurezza di conduzione dell’attività, soprassedendo alla vigilanza della sicurezza del locale e continuando a tollerare la presenza di pregiudicati e attività illecite come quelle dello spaccio della droga.
L’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza attribuisce al Questore il potere di sospendere la licenza di un esercizio pubblico quando questo costituisca un pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. La misura ha finalità prevalentemente preventiva e mira a interrompere situazioni di rischio, impedendo che i locali diventino abituali luoghi di ritrovo per persone dedite ad attività illecite.
Alla luce della gravità dei fatti accertati, della reiterazione delle criticità e dell’inefficacia dei precedenti interventi nel determinare un effettivo mutamento della situazione, il Questore della provincia di Padova ha pertanto disposto la sospensione della licenza questa volta per 60 giorni, ritenendo necessario interrompere le condizioni di pericolo riscontrate e prevenire il ripetersi di episodi analoghi, a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.