IL DIRITTO ALLA RIPARAZIONE E’ LEGGE: RIPARARE UN ELETTRODOMESTICO O UNO SMARTPHONE DIVENTERA’ SEMPRE PIU’ SEMPLICE

Leopoldo Toffano (presidente ANCRA Confcommercio Padova): “Questione ambientale ed economica al tempo stesso. Se funziona sarà una grande rivoluzione”

E’ pur vero che la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni, ma questa volta si spera che dalle buone intenzioni si passi alla realtà.
In verità sembrerebbe che i presupposti ci siano tutti: il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea “Right to reapair” (ovvero il Diritto alla Riparazione) è stato approvato dal Consiglio dei Ministri ed è stato firmato anche dal Presidente della Repubblica.
“A breve – spiega Leopoldo Toffano, presidente dei rivenditori di elettrodomestici ed elettronica di Ancra Confcommercio Padova – il Ministero delle Imprese ci proporrà una data per un incontro che abbiamo sollecitato con la finalità di dare lettura comune al decreto per ottenere interpretazioni autentiche sui profili eventualmente controversi e mettere a punto una serie di FAQ per gli addetti e la clientela”.

Ma esattamente di cosa si tratta?
“Riparare un elettrodomestico o uno smartphone – continua Toffano –  invece di sostituirlo, diventerà sempre più semplice. L’Unione Europea, infatti, punta a favorire il riutilizzo dei beni di consumo e a ridurre gli sprechi con la direttiva 2024/1799 sul cosiddetto diritto alla riparazione, che riguarda dispositivi come lavatrici, aspirapolveri e cellulari non più funzionanti ma ancora riparabili”.La riforma nasce con un duplice obiettivo: limitare lo smaltimento di prodotti che possono ancora avere una seconda vita e contrastare il fenomeno dell’obsolescenza programmata, incentivando la progettazione di beni destinati a durare più a lungo.“Ogni anno in Europa – ricorda il presidente dell’Ancra padovana – l’eliminazione prematura di prodotti riparabili genera circa 35 milioni di tonnellate di rifiuti, con un impatto significativo sia sul piano ambientale sia su quello economico”.

Una delle principali novità riguarda i produttori, i quali saranno tenuti a riparare i prodotti tecnicamente riparabili anche quando il periodo della garanzia legale sarà già terminato, nei casi previsti dalla normativa europea.
Se l’azienda responsabile ha sede fuori dall’Unione Europea, l’obbligo ricadrà sul rappresentante autorizzato presente nel territorio comunitario oppure sull’importatore.

“La cosa più interessante – annota Toffano – è che la direttiva stabilisce inoltre che le riparazioni dovranno essere offerte gratuitamente oppure a un costo considerato ragionevole. I produttori saranno inoltre obbligati a mettere a disposizione pezzi di ricambio e strumenti necessari per le riparazioni a prezzi che non scoraggino il ricorso all’assistenza”.
E se la riparazione non fosse possibile, il fabbricante potrà proporre al consumatore un prodotto ricondizionato. Le nuove norme introducono anche una tutela aggiuntiva per chi sceglie di far riparare un bene ancora coperto dalla garanzia legale. Il consumatore continuerà a poter scegliere tra riparazione e sostituzione del prodotto difettoso, ma nel caso opti per la riparazione la responsabilità del venditore verrà prorogata di 12 mesi a partire dalla conclusione dell’intervento.

“Se funziona sarà una grande rivoluzione – conclude Toffano – passeremo infatti dalla civiltà (si fa per dire) dell’”usa e getta” a quella del “ripara e riutilizza”. Un piccolo contributo rivolto alle generazioni future”.

PADOVA 19 OTTOBRE 2026

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(Ascom Padova)