Ucraina, Santoro: “Putin si è insediato dal Donbass non se ne andrà”

Michele Santoro, intervenendo a Piazzapulita su La7, ha commentato la guerra tra Russia e Ucraina affermando che «Putin ormai si è insediato nel Donbass» e che toglierlo da lì richiederebbe un innalzamento della pressione militare. Ha osservato che da cinque anni l’invio di armi non ha fermato il massacro e si è chiesto quale possa essere la sua conclusione. Santoro ha inoltre ipotizzato che Donald Trump possa ritenere utile ridurre il conflitto ucraino per migliorare la propria posizione geopolitica, citando lo Stretto di Hormuz; ha anche ricordato che Putin ha espresso la volontà di incontrare un leader europeo, ma finora nessuno sembra disposto a parlargli. Infine ha suggerito l’idea che, tra tre-quattro anni, la popolazione del Donbass potrebbe essere chiamata a votare per decidere il proprio futuro.

Santoro ha collegato il tema ucraino alle tensioni interne del cosiddetto “campo largo”, sottolineando le divergenze tra il Partito Democratico guidato da Elly Schlein e il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte. Ha messo in guardia dal cercare un accordo frettoloso prima delle primarie, sostenendo invece la necessità di elaborare contenuti comuni ma anche di avviare una discussione approfondita sulla guerra. Per le primarie, secondo Santoro, è importante valutare se i candidati sappiano proporre una visione complessa per il Paese e quale profilo di leadership siano in grado di delineare. Ha ricordato che l’Italia fornisce armi all’Ucraina in misura limitata, pur partecipando a un’operazione di riarmo europea, e ha invitato Schlein a mantenere una posizione critica nei confronti della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. In conclusione ha sottolineato che gli elettori devono conoscere le posizioni dei candidati per poter scegliere consapevolmente.