La Polizia di Stato sventa un tentativo di truffa in Via D’Acquapendente a Padova, commessa da un 24enne albanese con precedenti per reati in materia di stupefacenti, ai danni di una giornalista di un quotidiano di Padova.

arresto ricercato europeo

L’uomo, irregolare sul territorio nazionale e senza fissa dimora, una volta entrato nell’abitazione della vittima, dopo aver tentato di far credere che fosse un appartenente alle forze dell’ordine che doveva effettuare una “comparazione” con i gioielli e il denaro fittiziamente sottratti a seguito di una rapina avvenuta poche ore prima in una gioielleria di Padova, ha trovato ad attenderlo i poliziotti della squadra mobile, che lo hanno prontamente bloccato e condotto in Questura. La giornalista, che mentre era al telefono con i truffatori aveva contattato il numero di emergenza 113, aveva finto di essere un’anziana e di cadere nella truffa. L’albanese, con precedenti di polizia per stupefacenti, è stato tratto in arresto e trattenuto presso le camere di sicurezza della Questura, in attesa del giudizio per direttissima previsto per la mattinata dell’8 ottobre. Il Questore della provincia di Padova, Marco Odorisio, ha sin da subito attivato l’ufficio immigrazione per il collocamento presso un CPR dell’albanese ai fini del definitivo allontanamento dal territorio nazionale.

Nell’ambito dei servizi contrasto al fenomeno delle truffe agli anziani, la Squadra Mobile di Padova ha tratto in arresto in flagranza di reato, in Via D’Acquapendente a Padova, un 24enne albanese con precedenti per reati inerenti gli stupefacenti che, verso le 14,00 di oggi, ha tentato di commettere una truffa ai danni di una giornalista che, fingendosi un’anziana, avevano tentato di circuire con l’ormai nota tecnica del finto maresciallo incaricato di comparare i gioielli della vittima prescelta con quelli rubati nel corso di una presunta rapina avvenuta nella stessa mattinata a Padova ad opera di malviventi, i quali avrebbero utilizzato l’auto della vittima per scappare.

In particolare, nel primo pomeriggio del 7 ottobre i poliziotti della Squadra Mobile sono intervenuti in Via D’Acquapendente in quanto una donna, mentre era a telefono con un presunto truffatore, aveva prontamente contattato il numero di emergenza 113 che, in tutta risposta, aveva inviato tempestivamente una pattuglia della Volante e una pattuglia della Squadra Mobile di Padova. 

La donna, giornalista di un noto quotidiano di Padova, poco prima aveva ricevuto una telefonata da parte di un sedicente maresciallo, che le annunciava che di lì a poco sarebbe andato a casa sua un incaricato per prelevare tutti i gioielli disponibili e portarli in caserma, dove sarebbero stati confrontati con quanto asportato nel corso di una rapina commessa nella stessa mattinata in Via del Santo a Padova, in cui l’auto della donna era stata usata dai rapinatori per fuggire.

Poco dopo effettivamente, mentre la giornalista “finta anziana” era ancora al telefono con il “maresciallo”, si era presentato a casa sua un ragazzo che si era che si era qualificato come l’incaricato a prelevare gli ori e gli orologi che la vittima doveva preparare seguendo le indicazioni ricevute al telefono. 

Appena entrato in casa, il giovane albanese trovava ad accoglierlo i poliziotti in borghese della Squadra mobile che lo bloccavano e lo conducevano in Questura per la compiuta identificazione.

Il ragazzo, 24enne albanese, con un precedente di polizia di luglio del 2026 per detenzione ai fini di spaccio di sostanze di sostanze stupefacenti, al termine degli accertamenti è stato tratto in arresto per tentata truffa e trattenuto presso le camere di sicurezza della Questura in attesa del giudizio per direttissima, previsto per la mattinata dell’08 ottobre.

Il Questore della provincia di Padova, Marco Odorisio, ha sin da subito attivato l’Ufficio Immigrazione ai fini del collocamento del cittadino albanese, senza fissa dimora e irregolare, presso un CPR ai fini del suo definitivo allontanamento dal Territorio nazionale. 

(Questura di Padova)