L’Unione Europea si sta preparando alla possibilità che le operazioni ibride attribuite alla Russia possano, prima o poi, causare vittime in Paesi membri dell’Ue o della Nato. Secondo quanto riportato da Politico.eu, citando più fonti diplomatiche, gli ultimi colloqui hanno valutato il rischio di attacchi gravi in grado di provocare perdite di vite su larga scala. Una riunione degli ambasciatori presso l’Unione, svoltasi mercoledì scorso, ha affrontato proprio questo tipo di scenario.
Una delle fonti citate ha osservato che, “data la portata e la vastità delle azioni russe, è probabile che prima o poi si registrino vittime; finora è stata solo una questione di fortuna”. Tuttavia, non tutti gli Stati membri ritengono che l’Ue sia il foro più adatto per gestire il problema: molti sostengono che spetti alla Nato occuparsene e temono che le proposte dell’Unione possano complicare la coordinazione esistente.
In particolare, l’iniziativa della presidente Ursula von der Leyen per istituire un protocollo di sicurezza d’emergenza incontra scetticismo in diversi Paesi, che sottolineano come la sua attuazione richiederebbe mesi e potrebbe duplicare meccanismi già operativi, come l’Integrated Political Response, che — secondo un diplomatico — ha funzionato “molto bene” durante la pandemia.
Leggi anche