18 settembre 2026 | 17.15
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La Commissione Europea prende atto della misura approvata dal Consiglio dei Ministri il 16 settembre, cioè l’esenzione del bollo per il 2027 per auto di piccola cilindrata e motocicli, ha dichiarato un portavoce dell’esecutivo Ue. I servizi della Commissione valuteranno l’intervento alla luce della relazione per paese 2026 e delle raccomandazioni specifiche per paese 2026, nel contesto del prossimo semestre europeo 2027.
Per quanto riguarda le risorse della Recovery and Resilience Facility, il portavoce ha ricordato che la RRF è uno strumento basato sui risultati: i pagamenti agli Stati membri vengono effettuati in funzione delle tappe fondamentali e degli obiettivi raggiunti.
Giorgetti: “Riduzione finanziata con risorse nazionali. Non si tratta di fondi Ue; l’Italia decide come utilizzarli”
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a Dublino in occasione dell’Eurogruppo e dell’Ecofin informale, ha spiegato che la copertura per l’esenzione del bollo 2027 per motocicli e auto di piccola cilindrata deriverà in parte da fondi del Pnrr che lo Stato ha preso come prestito dalla Commissione Europea e poi utilizzato: questi importi, ha detto, costituiscono risparmi non ricollocabili essendo scaduti i termini. Ha aggiunto che si tratta ora di risorse nazionali, non più di fondi europei, e che governo e Parlamento ne possono disporre liberamente.
Giorgetti ha ricordato che molte risorse del Pnrr non erano a fondo perduto ma consistono in prestiti pagati dal bilancio dello Stato. Sulle somme non utilizzate di questi prestiti si sono creati spazi di bilancio: sono economie generate da progetti realizzati che hanno lasciato risparmi. Pertanto, ha sottolineato, si tratta di soldi nazionali e non di risorse europee, e la loro destinazione rientra nelle ordinarie scelte di bilancio nazionale.
Secondo il ministro, la Commissione stessa riconosce che uno Stato può aver chiesto una certa somma nel quadro del Pnrr e poi non averla interamente spesa: «Una parte di questi 2,3 miliardi è proprio il Pnrr non utilizzato, frutto di risparmi che non potevano essere ricollocati perché è scaduto il termine per farlo».
Giorgetti ha ribadito che quei fondi non hanno più una destinazione vincolata: non essendo risorse europee, fanno parte del bilancio dello Stato e il governo, insieme al Parlamento, può decidere come impiegarli — ad esempio riducendo le imposte, effettuando spese o migliorando i risultati di bilancio.
Intervenendo in collegamento al Festival Open di Parma, il ministro ha aggiunto che l’intervento sul bollo auto sarà strutturale. È stato adottato un decreto legge e saranno necessari accordi con le regioni, comprese quelle a statuto speciale, per essere pronti dal primo gennaio. Nella legge di bilancio la misura potrà essere prolungata e ampliata, tenendo conto della fattibilità e della compatibilità finanziaria.
Giorgetti ha spiegato che la decisione è arrivata dopo un confronto approfondito: le alternative per mitigare gli aumenti del prezzo di benzina e gasolio si sono rivelate difficili da sostenere, e la politica sulle accise non era finanziariamente praticabile. L’esenzione sul bollo è stata ritenuta una soluzione efficace per sostenere gli automobilisti, inoltre è semplice nell’attuazione perché non richiede autocertificazioni o Isee, strumenti che spesso complicano le misure.
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