Secondo il quotidiano britannico The Telegraph, fonti dei servizi di intelligence occidentali ritengono che il Cremlino stia creando le condizioni per intensificare il conflitto in Ucraina e aumentare le azioni ibride contro i Paesi europei che sostengono Kiev. La Russia continua a registrare perdite umane significative: secondo il generale Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, in alcune zone del fronte la vita media dei soldati appena arrivati è di 20-30 minuti.
Il Telegraph parla di una possibile “mobilitazione invisibile” che potrebbe essere avviata dopo le elezioni in corso, con nuovi arruolamenti. Nel frattempo, i leader europei avvertono che le operazioni ibride del Cremlino contro l’Occidente potrebbero intensificarsi. Emmanuel Macron ha predisposto un piano per proteggere infrastrutture critiche e industrie della difesa da possibili sabotaggi. Il premier polacco Donald Tusk ha inoltre messo in guardia sul rischio che Mosca possa pianificare attacchi missilistici contro Paesi che aiutano l’Ucraina, presentandoli come “incidenti” per mettere alla prova la Nato.
Recentemente la Polonia ha dovuto far decollare i propri caccia durante un ampio attacco russo contro l’Ucraina occidentale, con la temporanea chiusura degli aeroporti di Rzeszow e Lublino. Il 14 settembre un caccia italiano impegnato in una missione Nato in Lituania ha inoltre abbattuto un drone entrato nello spazio aereo lituano.
L’allerta è aumentata anche dopo le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che dopo un colloquio con Vladimir Putin aveva affermato che la Russia non attaccherà Paesi della Nato.
La mobilitazione invisibile
La Russia potrebbe rafforzare le proprie forze integrando personale attraverso reclutamenti contrattuali e procedure amministrative, senza ricorrere necessariamente a una nuova mobilitazione di massa simile a quella del 2022.
Secondo una fonte di intelligence citata dal Telegraph sono in corso “preparativi amministrativi” volti a rendere possibile una mobilitazione se il presidente decidesse di ordinarla. Tra i soggetti presi in considerazione ci sarebbero persone in attesa di processo, debitori o studenti in difficoltà. La stessa fonte osserva però che una mobilitazione generale sarebbe politicamente costosa e dannosa per un’economia già sotto pressione. Documenti citati indicherebbero attività nei centri di reclutamento e tentativi da parte di alcuni cittadini russi di trasferire denaro e beni all’estero per evitare la coscrizione.
Le fonti sostengono che, se ordinata, la mobilitazione potrebbe servire sia per operazioni rivolte all’Ucraina sia per dislocare forze lungo il confine occidentale della Russia, potenzialmente vicino a territori Nato.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva in precedenza riferito che i servizi di Kiev stimavano la possibilità che Mosca potesse richiamare fino a 300.000 uomini.
I rischi
Gli analisti avvertono che una mobilitazione estesa sarebbe politicamente molto rischiosa per il Cremlino e potrebbe aggravare la situazione economica interna già sotto pressione.
Inoltre, molti funzionari ritengono discutibile la possibilità di impiegare immediatamente 300.000 nuove reclute, poiché le forze armate non dispongono dell’equipaggiamento necessario per addestrare e armare un contingente così numeroso in tempi brevi.
Il nodo della Nato e degli Stati Uniti
Il Telegraph riporta anche indiscrezioni secondo cui il Pentagono starebbe valutando una riduzione della presenza militare statunitense in Europa, con un possibile ritiro tra 25.000 e 40.000 militari e una riduzione di aerei, navi e armamenti. Se confermato, sarebbe il taglio più significativo dal termine della Guerra Fredda; oggi in Europa sono presenti circa 80.000 soldati statunitensi.
Matthew Whitaker, rappresentante permanente degli Stati Uniti presso la Nato, ha però smentito tali voci durante un summit sulla difesa a Praga, affermando di non considerarle accurate.
Putin attacca l’Europa
In alcuni interventi pubblici il presidente russo Vladimir Putin ha accusato i leader dell’Europa occidentale di utilizzare la retorica militare per recuperare consenso politico, sostenendo che l’Occidente cerca di nascondere errori di politica economica e sociale minacciando la Russia. Al contempo ha dichiarato che la Russia non cerca un conflitto con l’Europa e si dichiara disponibile a cooperare e ripristinare relazioni con i vicini europei.
Queste affermazioni sono state pronunciate durante una riunione della Commissione militare-industriale, in cui Putin ha sostenuto che le minacce esterne sono aumentate con l’espansione della Nato e che alcuni leader europei parlano apertamente di prepararsi a una guerra con la Russia.
Putin ha inoltre attaccato l’attuale leadership ucraina, definendola corrotta e accusandola di ostacolare il dialogo e i negoziati di pace. Ha affermato che le autorità di Kiev avrebbero impedito elezioni libere e talvolta utilizzerebbero i civili come “carne da cannone”, rendendo difficili prospettive di riconciliazione.
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