L’Unione europea non dispone ancora degli strumenti necessari per garantire la propria sicurezza — dalla difesa militare alla resilienza contro gli attacchi ibridi — e la crescita degli estremismi richiede un cambiamento di rotta sul piano politico. Lo ha affermato Salvatore De Meo, eurodeputato di Forza Italia (PPE), intervenendo nella diretta Adnkronos “Lavori in Corso” al Parlamento europeo.
L’Ue non ha deterrenza, manca una vera politica di difesa
Secondo De Meo, l’Unione non è nelle condizioni di sviluppare una deterrenza pari a quella della Nato perché non è stata costruita una politica di difesa comune realmente operativa; non si tratta semplicemente di creare un esercito unico. Mancano una base industriale autonoma e la capacità di approvvigionamento indipendente: alla luce anche dei nuovi orientamenti della presidenza americana, l’Europa risulta particolarmente vulnerabile. L’obiettivo non è sostituire la Nato, ma rafforzare il pilastro europeo dell’Alleanza.
De Meo invita a riconoscere gli attacchi ibridi sempre più frequenti sul territorio europeo, considerandoli come test impiegati da attori quali la Russia per valutare la reazione dell’UE. Questi episodi dovrebbero spingere a accelerare la costruzione di un’architettura istituzionale e di governance che ripristini credibilità e deterrenza, invece dell’attuale procrastinazione.
L’eurodeputato ricorda che per decenni l’Europa ha delegato ad altri la propria sicurezza. La pressione esercitata, anche in modo insolito, dall’amministrazione Trump ha solo messo in luce responsabilità che erano già state evidenziate in passato. Più che discutere solo delle cifre da destinare alla difesa, oggi è necessario decidere come impiegare queste risorse per costruire un’autonomia strategica che consenta all’Europa di esercitare pienamente responsabilità sulla propria area di interesse, soprattutto di fronte al riallineamento degli Stati Uniti verso l’Indo-Pacifico.
Procedere più veloci, manca volontà politica per l’Ue della difesa
Serve accelerare i tempi e ampliare la concezione di difesa oltre il semplice armamentario: investimenti in tecnologia, autonomia energetica e sanitaria sono altrettanto cruciali. De Meo richiama l’attenzione sul rischio che nuove sfide chimiche o patogene possano emergere, e che gli strumenti di ricerca e contenimento attuali possano risultare insufficienti.
L’eurodeputato denuncia una carenza di volontà politica nella costruzione di un’Unione della difesa: gli strumenti esistenti rappresentano solo l’inizio di un percorso che richiede una strategia industriale e risorse ben maggiori. È necessario promuovere una cultura della sicurezza che vada oltre le polemiche demagogiche che contrappongono la spesa per la difesa ad altre priorità sociali.
De Meo conclude osservando che, mentre grandi potenze come Russia, Cina e Stati Uniti hanno compreso il potenziale di un’Europa realmente unita e integrata, l’Unione stessa fatica a riconoscere e sfruttare la propria capacità di incidere sullo scenario geopolitico.
Estendere la clausola 42.7 agli attacchi ibridi
De Meo propone di estendere agli attacchi ibridi la clausola di difesa reciproca dell’UE, l’articolo 42.7 del Trattato. La Commissione Sicurezza e Difesa del Parlamento europeo, di cui fa parte, sta predisponendo un rapporto d’iniziativa con l’obiettivo di definire le basi giuridiche e la governance che consentano all’Europa di intervenire in modo complementare rispetto alla Nato.
L’attacco sventato all’aeroporto di Lipsia, che la Germania ha attribuito a Mosca, non è considerato un caso isolato: episodi simili saranno numerosi, spesso invisibili, talvolta più evidenti. Questi eventi mostrano la vulnerabilità europea e la necessità di concepire sicurezza e difesa in modo omnicomprensivo, non limitato alla dimensione militare.
Per De Meo tutti gli Stati membri devono aumentare gli investimenti in sicurezza in senso ampio, evitando contrapposizioni politiche che vedono la spesa per la sicurezza come alternativa a welfare o istruzione. Gli attacchi ibridi possono rappresentare una grave vulnerabilità: per questo è fondamentale creare infrastrutture di resilienza capaci di affrontare minacce che vanno dai droni agli attacchi informatici, dagli agenti patogeni alla disinformazione.
La vittoria dell’AfD e la necessità di un pragmatismo Ue
La crescita degli estremismi, testimoniata dal risultato dell’AfD in Sassonia-Anhalt, solleva interrogativi sul ruolo della politica nel rispondere alle esigenze reali di cittadini e imprese. De Meo invita l’Europa a recuperare un pragmatismo perso, concentrandosi sulle priorità economiche quotidiane dei cittadini per contrastare l’avanzata di forze populiste.
L’eurodeputato riconosce che alcune scelte e strategie europee hanno alimentato fragilità economiche e sociali in cui si sono inseriti movimenti populisti. Il progetto europeo resta, a suo avviso, l’opzione preferibile, ma deve ritrovare concretezza, pragmatismo e imparare dagli errori, semplificando processi e norme che negli anni sono diventati troppo complicati.
Il risultato in Sassonia-Anhalt deve preoccupare anche l’Italia e gli altri Paesi che andranno al voto nel 2027. Occorre contenere le reazioni emotive che favoriscono l’impennata di forze che poi non mantengono le promesse; la protesta è semplice, trovare soluzioni credibili e attuabili è invece complesso. De Meo mette in guardia dal rischio che questa dinamica venga sfruttata da chi cerca visibilità politica facile senza offrire risposte concrete.