Netanyahu denuncia Haaretz per diffamazione: “Bugie, nessuna telefonata con Mbz”

09 settembre 2026 | 10.28

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Il primo ministro Benjamin Netanyahu smentisce nuovamente un articolo pubblicato ieri da Haaretz, che sosteneva che il presidente degli Emirati Arabi Uniti lo avesse avvertito alcuni giorni prima dell’attacco del 7 ottobre 2023. In un post su X, Netanyahu annuncia di avere incaricato i suoi legali di citare in giudizio il quotidiano e il giornalista Shlomi Eldar per diffamazione.

Oggetto: bugie prodotte da “Haaretz”

Il primo ministro ha incaricato i suoi avvocati di presentare una causa per diffamazione contro il giornale di sinistra “Haaretz”, Shlomi Eldar e altri soggetti che hanno diffuso una falsa accusa contro il primo ministro, priva di fondamento.

Contrariamente a quanto riportato, dall’inizio di settembre fino al 7 ottobre non c’è stata alcuna conversazione tra il primo ministro e il presidente degli Emirati…

— Benjamin Netanyahu – בנימין נתניהו (@netanyahu) 9 settembre 2026

Secondo il premier, tutta la vicenda “è una calunnia infame”, con chiare implicazioni nella campagna elettorale della sinistra, e ha aggiunto che potrebbero seguire altre accuse false di questo tipo.

Netanyahu ribadisce che non c’è stata alcuna telefonata tra lui e il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, tra l’inizio di settembre 2023 e il 7 ottobre 2023, data dell’attacco di Hamas. “L’ufficio del primo ministro, il Consiglio di sicurezza nazionale e la segreteria militare hanno esaminato con attenzione il registro delle conversazioni di quel periodo e non hanno trovato alcuna traccia. In genere le conversazioni diplomatiche tra il primo ministro e il presidente degli Emirati avvengono esclusivamente presso l’ufficio del primo ministro, tramite il rappresentante emiratino che si presenta in ufficio con un dispositivo crittografato speciale. Tutte queste conversazioni sono documentate”, afferma il primo ministro.

Eldar, in un’intervista a Channel 12, ha descritto la modalità della conversazione che sostiene sia avvenuta e che avrebbe contenuto un avvertimento. Tuttavia, dall’analisi non solo del registro delle conversazioni del primo ministro ma anche dei registri delle visite all’ufficio in quel periodo, non risulta alcuna visita del rappresentante emiratino, sottolinea Netanyahu. “Non è possibile entrare nell’ufficio del primo ministro senza documentazione o senza una registrazione da parte delle forze di sicurezza”.

L’Egitto aveva avvertito sulle intenzioni di Hamas

Nuovi elementi emergono da fonti dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interna israeliano, che avrebbe riferito al premier gli avvertimenti ricevuti dalle controparti egiziane riguardo alle intenzioni di Hamas di compiere azioni significative a Gaza. Lo riporta Army Radio (Galei Tzahal), la stazione radiofonica gestita dalle Forze di difesa israeliane. Secondo quanto riferito, gli egiziani fornirono un avvertimento generico senza dettagli specifici.

Nei giorni successivi all’attacco del 7 ottobre, un funzionario dei servizi di intelligence egiziani ha dichiarato, secondo The Times of Israel, che Gerusalemme avrebbe ignorato ripetuti avvertimenti secondo cui il gruppo con base a Gaza stava pianificando “qualcosa di grosso”, inclusa una comunicazione diretta del ministro dell’intelligence del Cairo al primo ministro.

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