06 settembre 2026 | 05:27
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“Una serie di idee” per cercare una soluzione al conflitto. Vladimir Putin ha incontrato al Cremlino Steve Witkoff e Jared Kushner. Nel colloquio, durato 3 ore e 10 minuti, gli inviati del presidente Donald Trump hanno presentato diverse proposte volte a individuare possibili vie d’uscita dalla guerra tra Russia e Ucraina. Dopo la tappa a Mosca, i due emissari sono poi volati a Kiev, dove oggi incontreranno il presidente Volodymyr Zelensky. L’incontro moscovita segna una ripresa del complesso percorso diplomatico. Per il weekend Putin ha disposto una sospensione degli attacchi contro Kiev, ma la tregua non supererà le 72 ore: «Le autorità ucraine — ha detto il presidente russo — hanno chiesto un cessate il fuoco più lungo dei tre giorni, ma non abbiamo concordato nulla in tal senso. Tuttavia faremo tutto il possibile per garantire la sicurezza del processo negoziale e dei mediatori».
Feeling al tavolo
«La situazione che dobbiamo gestire non è semplice», ha esordito Putin aprendo l’incontro. Witkoff e Kushner, arrivati in Russia nella mattinata, hanno atteso alcune ore prima di essere ricevuti. All’inizio del colloquio Witkoff ha ringraziato il presidente per l’accoglienza e, con tono riverente, ha osservato che l’esperienza resterà nella loro memoria. Nei filmati diffusi dai media russi si vede Witkoff usare toni molto formali. Putin ha replicato sottolineando l’importanza della qualità della mediazione e della fiducia riposta nei mediatori, definendo il dialogo con gli interlocutori statunitensi positivo.
Witkoff e Kushner ‘ambasciatori’ di Putin a Kiev
A fornire un primo resoconto è stato il consigliere presidenziale Yuri Ushakov. L’incontro è stato definito «sostanziale, costruttivo e estremamente franco»: secondo Ushakov, gli emissari americani hanno esposto una serie di idee su possibili passaggi verso un accordo per porre fine al conflitto. Ushakov non ha fornito dettagli sul contenuto delle proposte presentate a Mosca. Putin si è detto fiducioso nella capacità della Russia di conseguire i suoi obiettivi militari e di consolidare il controllo sul Donbass. Sempre secondo Ushakov, Witkoff e Kushner hanno dichiarato che porteranno nelle loro conversazioni a Kiev le valutazioni di Putin sulle possibili soluzioni.
Ushakov ha aggiunto che «Putin e Trump manterranno contatti personali e proseguiranno anche attraverso Witkoff e Kushner». Il presidente russo, ha detto il consigliere, ha sottolineato la necessità di affrontare le cause profonde del conflitto e ha ribadito la disponibilità a collaborare con gli Stati Uniti per cercare soluzioni politiche e diplomatiche. Dalle dichiarazioni sembra emergere una continuità di posizione da parte di Mosca; anzi, secondo Ushakov gli inviati hanno preso atto delle accuse di Putin che definiscono il regime di Kiev «non più nascosto nella sua vera natura nazista». Nonostante ciò, Ushakov ha precisato che i colloqui non si sono limitati all’Ucraina: si sono toccati anche possibili progetti di cooperazione russo-americana.
La Casa Bianca, nella notte, ha riferito che nell’incontro sono stati discussi «piani sostanziali per i prossimi passi che saranno annunciati nelle settimane a venire».
Oggi il meeting a Kiev
Questa è la seconda tappa della missione degli inviati di Trump: a Kiev li attende il presidente Zelensky, che ha già avuto contatti preliminari con Witkoff e Kushner. Zelensky ha dichiarato la disponibilità ucraina a osservare un cessate il fuoco per quanto riguarda gli attacchi aerei contro le città coinvolte nel processo negoziale e ha affermato che l’Ucraina è pronta a astenersi da attacchi contro obiettivi in Russia, auspicando reciprocità da parte russa. Sul versante diplomatico, il presidente ucraino ha detto che le azioni saranno decise e efficaci: il piano per gli incontri diplomatici a Kiev, che vedranno la partecipazione della delegazione statunitense, è stato approvato e ora si attende Witkoff e Kushner per colloqui concreti e sostanziali.
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