03 settembre 2026 | 20.17
Tempo di lettura: 2 minuti
Il ministro della Difesa estone, Hanno Pevkur, si è dimesso dopo lo scoppio di uno scandalo legato all’acquisto di munizioni destinate all’Ucraina. Secondo la stampa locale, il caso è esploso quando è emerso che una piccola azienda italiana, controllata a sua volta da un’impresa indiana, non avrebbe fornito i materiali previsti. Pevkur, in carica dal 2022, ha dichiarato in televisione di assumersi la responsabilità politica per le carenze nella gestione finanziaria del settore della difesa.
“Il primo ministro dovrà trovare un nuovo ministro della Difesa”, ha detto Pevkur, annunciando le dimissioni anche sui social. Pur confermando di aver preso decisioni volte a rafforzare la difesa nazionale, ha affermato di lasciare l’incarico convinto che l’Estonia sia oggi più protetta.
La pressione su Pevkur è aumentata dopo che l’Ufficio nazionale di controllo ha segnalato gravi problemi in diverse istituzioni dipendenti dal Ministero della Difesa, sollevando rischi legati all’uso improprio di fondi e beni statali; problemi simili erano già stati rilevati l’anno precedente.
La vicenda si è complicata in particolare con l’acquisto di armi per l’Ucraina: tramite il Centro statale per gli Investimenti nella Difesa (Rkik), l’Estonia avrebbe stipulato quattro contratti con una società italiana passata sotto il controllo di Neco Defence Munition, un gruppo indiano, versando anticipi per circa 70 milioni di euro per proiettili d’artiglieria.
Le munizioni, secondo Pevkur e le autorità estoni, non sono mai arrivate in Ucraina; il governo sta cercando di recuperare le somme tramite tribunali nazionali e arbitrato internazionale. L’azienda italiana, tramite il proprio legale, sostiene invece di essere la parte lesa e contesta le ragioni addotte per la risoluzione dei contratti: dichiara di aver consegnato la maggior parte dei materiali per un valore di circa 59 milioni di euro, presentando relative fatture e riconoscendo ritardi ma negando le altre accuse.