Le imprese a conduzione straniera sono 10.551, 3.694 quelle artigiane. Il Presidente di Confartigianato Imprese Padova Gianluca Dall’Aglio: «L’artigianato è un motore concreto di integrazione»
Oltre 49.650 lavoratori dipendenti, 34.740 assunzioni in un anno, più di 10mila imprese, delle quali 3.694 artigiane. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Veneto fotografano il peso assunto dalla componente straniera nel mercato del lavoro e nel tessuto imprenditoriale della provincia di Padova. Una presenza che emerge con particolare evidenza nel sistema produttivo: nel 2025 un’assunzione su tre in provincia ha riguardato un lavoratore straniero, mentre le imprese artigiane a conduzione straniera sono cresciute del 3% tra il 2023 e il 2025 e rappresentano oggi il 16% dell’intero artigianato padovano.
«Sono numeri che ci consentono di leggere senza semplificazioni una realtà già fortemente presente nel nostro sistema economico – sottolinea Gianluca Dall’Aglio, presidente di Confartigianato Imprese Padova –. Parliamo di persone che lavorano nelle nostre aziende e di imprenditori che hanno avviato e gestiscono attività sul territorio. L’artigianato, per le sue caratteristiche, rappresenta un motore concreto di integrazione: attraverso il lavoro si apprendono competenze, si condividono responsabilità e si costruiscono ogni giorno relazioni professionali».
97mila residenti, Padova seconda provincia del Veneto
Al 1° gennaio 2025 sono 97.274 i residenti stranieri in provincia di Padova, pari al 10,4% della popolazione provinciale. Padova concentra il 19,3% di tutta la popolazione straniera residente in Veneto e si colloca al secondo posto regionale dopo Verona. Rispetto al 2021 si registra una lieve flessione dello 0,7%. Un dato sul quale incidono anche i processi di acquisizione della cittadinanza italiana: chi acquisisce la cittadinanza, infatti, esce statisticamente dalla popolazione straniera pur continuando a risiedere sul territorio.
«Anche questo dato va letto correttamente – osserva Dall’Aglio –. Le statistiche sulla popolazione straniera non restituiscono da sole tutta la complessità del fenomeno, perché una parte delle persone che vive stabilmente nel nostro territorio nel tempo acquisisce la cittadinanza italiana. Per comprendere il contributo della componente straniera all’economia padovana è quindi particolarmente interessante guardare anche ai numeri del lavoro e dell’impresa».
Quasi 50mila dipendenti: + 28% in tre anni
Ed è proprio il mercato del lavoro a mostrare una dinamica particolarmente significativa. Tra il 2021 e il 2024 i lavoratori dipendenti stranieri nel settore privato non agricolo della provincia sono aumentati del 28%, passando da 38.788 a 49.657. Padova concentra così il 17,5% di tutti i lavoratori dipendenti stranieri del Veneto.
Nel solo 2025 sono state inoltre 34.740 le assunzioni di lavoratori stranieri effettuate dalle imprese private padovane. Rappresentano il 33% di tutte le assunzioni provinciali: praticamente una su tre.
Il manifatturiero al primo posto per assunzioni
La specificità padovana emerge anche osservando dove si concentra questa domanda di lavoro. Il manifatturiero è il primo settore della provincia per numero di assunzioni di lavoratori stranieri, con 8.160 contratti: rappresentano il 23,5% di tutte le assunzioni di stranieri effettuate a Padova e il 32,4% delle assunzioni complessive del manifatturiero locale.
Seguono l’agricoltura, con 4.565 assunzioni, dove i lavoratori stranieri rappresentano il 57,1% delle assunzioni del settore; i trasporti e il magazzinaggio, con 4.250 assunzioni e un’incidenza del 49,3%; la ricettività e ristorazione, con 4.070 assunzioni, pari al 31% del settore; e le costruzioni, con 3.965 assunzioni, pari al 47,3%.
Numeri che evidenziano quanto la componente straniera sia presente in alcuni dei settori centrali dell’economia provinciale.
10.551 imprese straniere, l’11,5% del totale provinciale
Il contributo all’economia padovana non riguarda soltanto il lavoro dipendente. In provincia operano 10.551 imprese a conduzione straniera, che rappresentano ormai l’11,5% di tutte le imprese registrate. Tra il 2023 e il 2025 sono aumentate del 2,7%. Se si considerano le persone fisiche, sono 14.385 gli imprenditori nati all’estero che operano nel Padovano.
Guardando invece alla nazionalità giuridica, gli imprenditori non italiani rappresentano il 10% del totale provinciale: il 7,5% è extra UE e il 2,5% comunitario.
Una su tre è artigiana
È soprattutto nell’artigianato che emerge una particolare propensione al fare impresa. Delle 10.551 imprese straniere presenti in provincia, 3.694 sono artigiane: significa che il 35% delle imprese a conduzione straniera è artigiano, più di una su tre. Allo stesso tempo, queste attività rappresentano ormai il 16% dell’intero comparto artigiano provinciale: circa un’impresa artigiana padovana su sei è a conduzione straniera.
La dinamica degli ultimi anni conferma, inoltre, una crescita dell’iniziativa imprenditoriale: tra il 2023 e il 2025 le imprese artigiane straniere sono aumentate del 3%, passando da 3.585 a 3.694.
«È qui che vediamo con particolare chiarezza il ruolo dell’artigianato – afferma Dall’Aglio –. Le nostre sono imprese nelle quali il mestiere e le competenze vengono trasmessi attraverso il lavoro quotidiano. Chi entra in un’azienda impara, cresce professionalmente, costruisce rapporti con colleghi e clienti. E c’è anche chi sceglie successivamente la strada dell’impresa. È un processo molto concreto di inserimento economico e sociale, che avviene ogni giorno dentro le aziende e nei territori».
Costruzioni e manifatturiero, forte vocazione artigiana
La distribuzione settoriale rende ancora più evidente questo fenomeno.
- Nelle costruzioni operano 2.418 imprese a conduzione straniera, delle quali ben 1.891 sono artigiane: il 78,2%.
- Nel manifatturiero sono 1.149 le imprese straniere, delle quali 722 artigiane, pari al 62,8%.
- Nei servizi alle imprese si contano 1.602 attività straniere, delle quali 484 artigiane, con un tasso di artigianalità del 30,2%.
- I servizi alla persona rappresentano numericamente il comparto più consistente, con 4.578 imprese straniere, delle quali 559 artigiane, pari al 12,2%.
Il rapporto tra artigianato e lavoro straniero emerge anche dalle previsioni occupazionali: in Veneto il 34,7% delle entrate previste dalle imprese artigiane è rivolto a lavoratori stranieri, una quota superiore di oltre quattro punti alla media nazionale del 30,2%.
14.385 imprenditori nati all’estero: Cina al primo posto
La provenienza dei 14.385 imprenditori nati all’estero restituisce infine la fotografia di un tessuto economico composto da comunità diverse. La Cina è il primo Paese di nascita, con 2.915 imprenditori, pari al 20,3% del totale. Si tratta di una peculiarità particolarmente marcata a Padova: a livello veneto gli imprenditori nati in Cina rappresentano infatti il 13,5%.
Segue la Romania, con 2.291 imprenditori (15,9%), quindi Albania, con 1.128 (7,8%), Moldavia, con 995 (6,9%), e Marocco, con 859 (6%).
«I numeri ci dicono che la componente straniera ha assunto un peso rilevante nel mercato del lavoro e nell’imprenditoria padovana e che l’artigianato è uno dei luoghi nei quali lavoro, competenze e fare impresa diventano concretamente strumenti di integrazione – conclude Dall’Aglio. È una realtà economica con cui le nostre imprese si confrontano già quotidianamente».
Il nodo della carenza di personale
Il contributo dei lavoratori stranieri assume ancora più rilievo di fronte alla difficoltà delle imprese nel trovare personale. Secondo i dati del Sistema informativo Excelsior relativi al periodo maggio-luglio 2026, complessivamente il 51% dei profili ricercati è difficile da reperire. La quota sale al 61,3% per operai specializzati e conduttori di impianti, al 75,1% per i meccanici artigianali, al 74% per gli operai specializzati delle costruzioni e raggiunge il 92,1% nel tessile e abbigliamento. Nel 31,3% dei casi mancano candidati, mentre nel 15,2% le competenze disponibili non sono adeguate.
Una difficoltà particolarmente evidente, quindi, proprio in alcuni settori ad alta vocazione artigiana nei quali il lavoro straniero ha già un peso significativo: nelle costruzioni il 47,3% delle assunzioni riguarda lavoratori stranieri, mentre nel manifatturiero la quota è del 32,4%.
«Per molte imprese trovare personale è ormai una delle principali difficoltà. Per questo è fondamentale che il nostro territorio continui a essere attrattivo per chi vuole lavorare e costruire qui il proprio futuro – sottolinea Gianluca Dall’Aglio –. Dobbiamo essere capaci di attrarre e trattenere lavoratori e competenze, italiani e stranieri: è una condizione sempre più importante per la competitività delle nostre imprese e dell’intero sistema economico padovano».
I dati contenuti in questa nota sono frutto di un’elaborazione dell’Ufficio studi di Confartigianato Imprese Veneto su dati Istat, Inps e Unioncamere – Infocamere.