Correre pianissimo fa bene al cervello, lo studio a sorpresa

01 settembre 2026 | 00.02

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Muoversi lentamente può fare bene anche al cervello. Numerose ricerche hanno già mostrato che l’attività fisica favorisce la salute cardiovascolare, aiuta a tenere sotto controllo la pressione e la glicemia. Uno studio recente pubblicato su Imaging Neuroscience aggiunge che bastano 10 minuti di corsa a ritmo molto lento — leggermente più veloce di una camminata — per produrre benefici immediati sull’attività cerebrale, migliorare alcune funzioni cognitive e, come effetto collaterale positivo, l’umore. Secondo i ricercatori, l’azione meccanica tipica della corsa avrebbe un ruolo specifico: altre attività non sembrano avere lo stesso effetto.

L’effetto della corsa sul cervello

«Ho sempre avuto interesse per la natura specifica della corsa», spiega il professor Hideaki Soya, dell’università di Tsukuba in Giappone e coordinatore dello studio. «Abbiamo scoperto che la corsa non deve essere intensa per influire positivamente sul cervello», ha aggiunto, come riportato dal Washington Post, riassumendo i risultati.

Mentre molte indagini si sono concentrate sulla quantità di esercizio necessaria e sugli effetti a lungo termine, il gruppo di Soya ha voluto osservare cosa succede durante l’attività e qual è la soglia minima di movimento richiesta per ottenere benefici.

Lo studio

Nel laboratorio sono stati reclutati 11 uomini e 13 donne sani. I partecipanti hanno compilato questionari sull’umore, eseguito prove cognitive e indossato cuffie con sensori per registrare l’attività cerebrale. In sessioni separate, hanno trascorso 10 minuti seduti su un tapis roulant oppure hanno corso il più lentamente possibile per lo stesso intervallo di tempo. Tecnicamente la corsa si distingue dalla camminata perché durante la corsa entrambi i piedi lasciano il suolo ad ogni passo, mentre camminando almeno un piede è sempre a contatto con il terreno.

I volontari hanno mantenuto un ritmo molto lento, coprendo un miglio (circa 1.600 metri) in 17–21 minuti: velocità paragonabili a una camminata, ma con il gesto caratteristico della corsa. Questa differenza è stata confermata dai dati sul movimento del cranio, che mostrava un sollevamento a ogni passo tipico della corsa e non presente nella camminata.

I risultati

Dopo ogni prova i partecipanti hanno ripetuto i test sull’umore e sulle funzioni cognitive indossando nuovamente le cuffie per la scansione cerebrale. Non sono emersi cambiamenti significativi dopo la semplice posizione seduta sul tapis roulant. Dopo la corsa lenta, invece, quasi tutti hanno mostrato un miglioramento nelle prove cognitive e hanno riportato un umore più positivo.

In particolare, l’attività è aumentata in alcune aree della corteccia prefrontale, coinvolta nelle funzioni esecutive e nel processo decisionale. È stata inoltre osservata una correlazione tra l’ampiezza dei movimenti verticali della testa durante la corsa e il miglioramento dell’umore. «I nostri risultati offrono una buona notizia», ha sottolineato il professor Soya. «Correre al ritmo più blando possibile, per soli 10 minuti, è sufficiente a migliorare l’umore e ad affinare le funzioni cognitive».