La Polizia di Stato continua l’attività di prevenzione e contrasto alle truffe ai danni di anziani.

Arrestato nella serata del 28 agosto all’interno della stazione ferroviaria di Padova un 20enne cittadino polacco che nel tardo pomeriggio aveva perpetrato una truffa ai danni di una 85enne di Rovigo con la tecnica del c.d. finto medico, facendo credere alla vittima che il figlio, in fin di vita, aveva bisogno di urgenti cure mediche per un costo di 40 mila euro. Di fronte alla paura mostrata dall’anziana e alla mancanza di denaro contante, la donna veniva convinta a consegnare tutti i gioielli che aveva in casa, di un valore complessivo di oltre 15.000. Il 20enne è stato bloccato dai poliziotti della Squadra Mobile di Padova all’interno della stazione di Padova nel corso di un mirato servizio, dopo che era stato notato entrare in maniera sospetta nella stazione e tentare di acquistare un biglietto ferroviario. Durante il controllo di polizia veniva in effetti trovato in possesso dei gioielli e bigiotteria sottratti a Rovigo e che saranno poi restituiti alla vittima. Al termine degli accertamenti, il 20enne è stato tratto in arresto e condotto presso la casa circondariale “Due Palazzi” di Padova a disposizione della procura della repubblica.

Nell’ambito dei servizi di prevenzione e contrasto al fenomeno dei furti e truffe ai danni di anziani, la Squadra Mobile di Padova nella serata del 29 agosto ha arrestato in flagranza di reato un 20enne polacco, notato muoversi con fare sospetto e guardandosi continuamente intorno all’interno della Stazione Ferroviaria di Padova, che tentava di acquistare un biglietto del treno.

Durante il controllo di polizia il giovane, mostrandosi sin da subito agitato e rifiutandosi di fornire indicazioni sulla sua provenienza e destinazione, veniva trovato in possesso di due borsette di colore scuro nascoste all’interno dello zaino, che contenevano diversi gioielli, monili e bigiotteria.

Il ragazzo pertanto, veniva condotto in Questura per la compiuta identificazione a seguito della quale si accertava trattarsi di un 20enne incensurato, di origine e con residenza in Polonia. Non volendo fornire alcuna indicazione in merito al possesso di quei gioielli, gli investigatori effettuavano un’attenta verifica sulle chiamate pervenute ai numeri d’emergenza su furti e truffe consumate nella provincia di Padova e nelle province limitrofe e, anche attraverso la collaborazione della Squadra Mobile di Rovigo, si accertava che appena un’ora prima era stata consumata una truffa a Rovigo ai danni di una donna 85enne, che poi formalizzava la querela/denuncia.

In particolare i poliziotti contestualizzavano come  l’anziana vittima  avesse ricevuto una telefonata da parte di un uomo con accento campano il quale, spacciandosi per un medico dell’Ospedale di Montegrotto, le comunicava che il figlio, in fin di vita, aveva bisogno di cure mediche immediate per tentare di salvarlo, necessitando di farmaci “speciali” che avevano un costo di circa 40.000 Euro.

L’anziana, terrorizzata da tale notizia, veniva costantemente tenuta a telefono e, di fronte alla comunicazione fatta nei confronti del finto medico di non avere denaro contante, con artifizi veniva convinta ed indotta a mettere in due sacchetti, poi descritti di colore scuro, tutti i gioielli che possedeva in casa, cosa che la donna faceva puntualmente.

L’anziana, poi, uscendo dalla propria abitazione e sempre mentre era al telefono, incontrava l’uomo, il fantomatico collaboratore inviato dal “finto medico”, a cui consegnava i due sacchetti di monili e gioielli.

L’attività investigativa, anche con l’analisi delle telecamere cittadine, consentiva ai poliziotti di ricostruire i movimenti fatti dal “collaboratore” e di riscontrare in toto la versione fornita dall’anziana vittima. 

Determinante, a questo punto, l’intuito degli investigatori della Squadra Mobile euganea, nel notare l’uomo sospetto all’interno della Stazione ferroviaria di Padova, proprio nell’ambito di quei mirati dispositivi di sicurezza e servizi in abiti civili, volti al contrasto di reati predatori e alle truffe ai danni di anziani, consentendo così di bloccare il 20enne prima che si allontanasse da Padova con la refurtiva e poterlo trarre in arresto per truffa in concorso. Accertamenti in corso anche per individuare il complice del finto medico, ovverosia il c.d. centralinista, colui che ha effettuato la chiamata trattenendo il più possibile la vittima a telefono, impedendogli così anche di chiedere aiuto.

Il giovane, al termine degli accertamenti di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Padova, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

L’intera refurtiva è stata così recuperata dai poliziotti della Squadra Mobile di Padova per la restituzione dei gioielli del valore di oltre 15 mila euro, artificiosamente sottratti all’anziana vittima.

(Questura di Padova)